Insegnare italiano online agli stranieri: Preply, italki e alternative a confronto
Milioni di persone nel mondo studiano l'italiano: per lavoro, per amore, per l'università, per un trasferimento, per il piacere della lingua. Una parte crescente lo fa con lezioni individuali online, e cerca madrelingua con cui conversare, correggere, capire. Per chi è italiano e sa spiegare la propria lingua è uno dei lavori da casa con l'ingresso più rapido: il primo pagamento arriva alla prima lezione.
Questo articolo spiega cosa serve davvero per insegnare italiano online, come funzionano le due piattaforme principali, Preply e italki, con commissioni e regole a confronto, quali alternative esistono, quanto si guadagna all'inizio e dopo un anno, come costruire un profilo che riempie l'agenda e come passare, nel tempo, agli allievi diretti che pagano di più.
Cosa serve davvero
Essere madrelingua e parlare un italiano curato. È il requisito principale, e per le lezioni di conversazione è sufficiente. Gli studenti cercano la pronuncia, il ritmo, le espressioni reali.
Saper spiegare. Sapere l'italiano e saperlo insegnare sono due cose diverse. Un madrelingua che non riesce a spiegare perché si dice "ho mangiato" ma "sono andato" perde lo studente dopo due lezioni. Le basi della grammatica italiana, riviste con un buon manuale per stranieri, sono il minimo.
Una seconda lingua. L'inglese permette di insegnare ai principianti assoluti, che sono la maggioranza degli studenti, e di scrivere un profilo che il mondo legge. Chi parla anche spagnolo, tedesco o francese ha mercati aggiuntivi.
Costanza negli orari. Gli studenti prenotano settimane in anticipo e cercano regolarità. Chi cambia disponibilità ogni settimana perde gli allievi fissi, che sono il reddito.
Attrezzatura minima. Computer, webcam, cuffie con microfono, connessione stabile, uno sfondo ordinato. Nessun software particolare: le piattaforme hanno le loro aule virtuali.
Non serve un'abilitazione. Per insegnare come tutor privato online non è richiesto un titolo. Le certificazioni per l'insegnamento dell'italiano a stranieri (DITALS, CEDILS e simili) aprono le scuole, i corsi istituzionali e il livello di "insegnante professionale" su alcune piattaforme, con tariffe più alte: sono un investimento per chi vuole farne un mestiere, non un requisito per iniziare.
Preply
La piattaforma più grande per le lezioni di lingua individuali, con studenti da tutto il mondo e una forte presenza del mercato anglofono. Il tutor crea un profilo con video di presentazione, fissa la propria tariffa oraria e la disponibilità, e riceve richieste dagli studenti che trovano il profilo nella ricerca interna.
Il modello di commissione è quello da capire prima di iscriversi. La prima lezione con ogni nuovo studente, la lezione di prova, viene pagata dallo studente ma va per intero alla piattaforma: il tutor la tiene gratuitamente. Sulle lezioni successive la commissione è a scaglioni in base alle ore totali insegnate sulla piattaforma: parte dal 33% per chi è sotto le 20 ore e scende per gradi fino al 18% oltre le 400 ore. Le ore sono cumulative su tutti gli studenti. Gli studenti acquistano pacchetti di lezioni in abbonamento, e il tutor viene pagato via PayPal, Payoneer o Skrill.
I vantaggi: il volume di studenti, soprattutto all'inizio, e la visibilità che l'algoritmo dà ai profili nuovi con buone recensioni. Gli svantaggi: la commissione alta nei primi mesi, le lezioni di prova non pagate, e regole su cancellazioni e disponibilità che penalizzano chi non le rispetta.
italki
La seconda grande piattaforma, con due profili di insegnante: il tutor della comunità, che offre conversazione e pratica senza requisiti formali, e l'insegnante professionale, che deve documentare titoli o esperienza e può offrire lezioni strutturate a tariffe più alte. Il tutor fissa tariffa e disponibilità, gli studenti acquistano lezioni singole o pacchetti, la lezione di prova è facoltativa e pagata a tariffa ridotta.
La commissione è unica, senza scaglioni: storicamente il 15% su ogni lezione, e secondo segnalazioni recenti degli insegnanti sarebbe salita intorno al 20% sulle lezioni singole, con percentuali inferiori sui pacchetti prepagati. Il dato va verificato sui termini attuali della piattaforma al momento dell'iscrizione. Il pagamento avviene su richiesta via PayPal, Payoneer e altri metodi.
I vantaggi: la commissione più bassa, la lezione di prova pagata, il controllo su prezzi e pacchetti. Gli svantaggi: meno volume di richieste per i profili nuovi, e un algoritmo che premia la costanza più della novità.
Preply e italki a confronto
| Preply | italki | |
|---|---|---|
| Commissione | 33% → 18% a scaglioni per ore insegnate | Unica, storicamente 15%, segnalata intorno al 20% |
| Lezione di prova | Obbligatoria, pagata dallo studente, 100% alla piattaforma | Facoltativa, pagata al tutor a tariffa ridotta |
| Modello per lo studente | Abbonamenti settimanali | Lezioni singole o pacchetti |
| Volume di richieste per i nuovi | Alto | Medio |
| Requisiti | Nessuno | Nessuno per i tutor; titoli per i professionali |
| Per chi | Chi vuole riempire l'agenda in fretta | Chi vuole margini più alti e tempi più lunghi |
La strategia più diffusa tra gli insegnanti italiani è iscriversi a entrambe: Preply per il volume iniziale e le recensioni, italki per il margine, con l'obiettivo di portare nel tempo una parte degli allievi fuori dalle piattaforme.
Le alternative
Superprof funziona con un modello diverso: l'insegnante pubblica un annuncio gratuito con tariffa e disponibilità, e sono gli studenti a pagare un abbonamento alla piattaforma per contattare gli insegnanti; le lezioni si pagano poi direttamente all'insegnante, senza commissione. Il pubblico è soprattutto italiano ed europeo, e per l'italiano a stranieri funziona con gli stranieri residenti in Italia.
Le piattaforme di conversazione in inglese (Cambly e simili) non riguardano l'italiano. AmazingTalker e altre piattaforme asiatiche hanno una domanda crescente di italiano da Cina, Giappone e Corea, con orari mattutini. Le scuole di lingua online che assumono insegnanti di italiano richiedono di norma le certificazioni e pagano una tariffa fissa, più bassa del privato ma con agenda garantita. I gruppi e le community di studenti di italiano sui social sono il canale per trovare allievi diretti.
Quanto si guadagna
I numeri realistici per chi insegna italiano online seguono una curva che dipende dalle recensioni e dagli allievi fissi.
| Fase | Tariffa oraria tipica | Commissione | Netto per ora | Ore settimanali realistiche |
|---|---|---|---|---|
| Primi tre mesi | 10–15 € | 25–33% | 7–11 € | 5–10 |
| Sei-dodici mesi, con recensioni | 15–22 € | 18–25% | 12–18 € | 10–20 |
| Oltre l'anno, con allievi fissi e diretti | 20–35 € | 0–18% | 18–32 € | 15–25 |
Il primo trimestre è il più duro: tariffe basse per attirare i primi studenti, lezioni di prova non pagate su Preply, un'agenda che si riempie piano. Dal sesto mese, con dieci-venti recensioni, la tariffa sale e gli allievi fissi (chi prenota ogni settimana) stabilizzano il reddito: dieci allievi fissi a due lezioni a settimana fanno da soli venti ore. Oltre l'anno, chi ha portato una parte degli allievi fuori dalle piattaforme e ha una specializzazione (italiano per il lavoro, preparazione agli esami di certificazione, italiano per la cittadinanza) arriva a 25–35 euro netti l'ora.
Con venti ore a settimana a 18 euro netti si superano i 1.400 euro al mese: un reddito, da casa, con orari propri. La maggioranza degli insegnanti di italiano online lavora meno ore e lo tratta come integrazione: 500–800 euro al mese con dieci ore a settimana è la fascia più frequente dopo il primo anno.
Il profilo che riempie l'agenda
Le piattaforme sono mercati, e il profilo è la vetrina. Quattro elementi decidono le prenotazioni.
Il video di presentazione. Un minuto, in italiano lento e chiaro con sottotitoli in inglese, con un sorriso e una frase su cosa lo studente otterrà. È l'elemento con più peso: gli studenti scelgono la persona.
La specializzazione. "Insegno italiano" non dice nulla. "Aiuto professionisti a parlare italiano al lavoro in sei mesi", "preparo agli esami CILS e CELI", "conversazione per chi si trasferisce in Italia" dicono a chi il profilo è rivolto, e quel chi prenota.
La disponibilità larga all'inizio. Fasce serali per gli europei, mattutine per gli asiatici, pomeridiane per gli americani: chi apre più fasce nei primi mesi riceve più richieste, e poi restringe quando l'agenda è piena.
Le recensioni. Si chiedono, con gentilezza, dopo la terza lezione con ogni studente. Sono il motivo per cui gli studenti successivi prenotano, e la leva per alzare la tariffa.
La lezione che fa tornare
Gli studenti restano con l'insegnante che li fa progredire e li fa stare bene. Le lezioni che funzionano hanno una struttura semplice: cinque minuti di conversazione libera per scaldarsi, il lavoro sul contenuto della lezione (grammatica, lessico, situazioni), la pratica con esempi dello studente e non del manuale, la correzione degli errori annotata e inviata dopo, un compito breve per la lezione successiva. Materiali propri, costruiti sugli interessi dello studente, valgono più di qualunque libro.
Dalle piattaforme agli allievi diretti
Le piattaforme portano gli studenti e trattengono una quota. Dopo il primo anno, l'insegnante che vuole guadagnare di più costruisce una parte di allievi diretti: attraverso il passaparola degli studenti soddisfatti, un profilo su Instagram o TikTok con brevi contenuti sull'italiano che attirano chi lo studia, un piccolo sito con la possibilità di prenotare, la presenza nei gruppi di stranieri in Italia. Gli allievi diretti pagano la tariffa piena senza commissione, e la relazione è più stabile.
Un'avvertenza: le piattaforme vietano di portare fuori gli studenti conosciuti al loro interno, e lo sanzionano con la chiusura del profilo. Gli allievi diretti si costruiscono con canali propri, non spostando quelli della piattaforma.
Le tasse
Le lezioni sono redditi da lavoro autonomo. Con poche ore e in modo saltuario si dichiarano come redditi diversi; le piattaforme sono estere e non applicano ritenute, quindi la dichiarazione è a carico dell'insegnante. Quando l'attività è regolare, con allievi fissi ogni settimana, è abituale e richiede la partita IVA in regime forfettario, con il coefficiente del 78% dell'istruzione e l'imposta al 5% nei primi cinque anni. Il passaggio conviene farlo presto: con dieci ore a settimana l'attività è abituale già nel primo anno.
In sintesi
Insegnare italiano online agli stranieri richiede un italiano curato, la capacità di spiegarlo, una seconda lingua per i principianti e costanza negli orari; non richiede abilitazioni per il tutoraggio privato. Preply porta volume con una commissione che parte dal 33% e scende al 18% e con lezioni di prova non pagate; italki ha una commissione unica più bassa e la prova pagata; la strategia comune è usarle entrambe e costruire nel tempo allievi diretti con canali propri.
I guadagni seguono le recensioni: 7–11 euro netti l'ora nei primi mesi, 12–18 entro l'anno, 18–32 con allievi fissi e diretti. Dieci ore a settimana producono dopo il primo anno 500–800 euro al mese; venti ore un reddito. La differenza la fanno un video di presentazione che fa scegliere la persona, una specializzazione che dice a chi ci si rivolge, lezioni costruite sullo studente e le recensioni chieste alla terza lezione.