Come guadagnare da studente: lavori e idee legali dai 16 anni in su
Guadagnare da studente serve a tre cose: avere soldi propri, imparare come funziona il lavoro prima che diventi obbligatorio, e scoprire cosa si sa fare che qualcuno paga. Le opportunità sono più di quante sembrino, ma cambiano molto con l'età, e attorno ai ragazzi si concentra una quota alta delle truffe più pericolose, dai finti lavori sui social all'uso del conto corrente per riciclare denaro.
Questa guida mette in ordine ciò che si può fare a 16 e 17 anni, ciò che si apre a 18, come combinare lavoro e università, quali borse e agevolazioni esistono, come funziona il fisco per i giovani (compresa la regola per restare a carico dei genitori), come gestire i primi soldi e come riconoscere le proposte che rovinano un ragazzo prima ancora che inizi.
Cosa dice la legge: le età che contano
Prima dei 16 anni non si può lavorare, salvo casi eccezionali autorizzati (spettacolo, pubblicità, sport) con permesso dell'ispettorato del lavoro e consenso dei genitori. I "lavoretti" informali in famiglia o tra vicini, come tenere i bambini della zia o portare a spasso il cane del vicino, non sono rapporti di lavoro e restano nella sfera privata.
A 16 anni, con l'obbligo di istruzione assolto (dieci anni di scuola), si può lavorare con contratto. Chi ha compiuto sedici anni può firmare da solo il contratto di lavoro ed esercitare i diritti che ne derivano, perché la legge riconosce ai minori che hanno l'età per lavorare la capacità di agire in ambito lavorativo. Restano tutele specifiche per i minorenni: niente lavoro notturno, orario massimo di otto ore al giorno e quaranta a settimana, divieto di lavori pericolosi o faticosi, visita medica preventiva per molte mansioni, riposo settimanale di due giorni. L'apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, che unisce lavoro e formazione, si può iniziare già a 15 anni. Per lavori occasionali retribuiti serve la ritenuta d'acconto come per gli adulti e, in pratica, il coinvolgimento dei genitori nel rapporto con chi paga.
A 18 anni si aprono tutte le porte: qualunque contratto, la partita IVA, l'iscrizione alle piattaforme online che richiedono la maggiore età (quasi tutte quelle che pagano: piattaforme freelance, di vendita, di insegnamento, i programmi di monetizzazione dei social), l'incarico alla vendita diretta, gli stage retribuiti nella maggior parte dei casi.
Una regola vale a ogni età: chi ti paga deve farlo con una forma tracciabile e regolare. Il lavoro in nero, oltre a essere illegale per chi lo offre, lascia il ragazzo senza tutele in caso di infortunio e senza contributi, e insegna la cosa sbagliata.
Dai 16 ai 17 anni: cosa si può fare davvero
Le opportunità per i minorenni sono locali, stagionali e basate sulle relazioni. Sono anche quelle che insegnano di più.
Lavori estivi con contratto. Bar, gelaterie, stabilimenti balneari, ristoranti, negozi, agriturismi e aziende agricole assumono minorenni con contratti a tempo determinato o stagionali, nel rispetto dei limiti di orario. La paga segue il contratto collettivo, in genere tra 6 e 9 euro netti l'ora per le mansioni d'ingresso, con vitto spesso incluso. Si trovano chiedendo di persona a maggio, prima che la stagione parta, e tramite le conoscenze della famiglia.
Aiuto nell'attività di famiglia. Chi ha genitori con un negozio, un'azienda o una partita IVA può collaborare in modo regolare, con le forme previste per i familiari. È il primo lavoro di una quota enorme di ragazzi italiani, e va fatto con orari e compiti chiari.
Babysitting e ripetizioni ai più piccoli. Le famiglie possono pagare in modo regolare attraverso il Libretto Famiglia dell'INPS, uno strumento pensato proprio per baby-sitting, ripetizioni e piccoli lavori domestici, con contributi versati e nessuna complicazione fiscale per il ragazzo. Le tariffe vanno da 7 a 12 euro l'ora secondo la città. Le ripetizioni ai bambini delle elementari e delle medie, in una materia in cui si è bravi, sono spesso il primo guadagno a 16 anni.
Dog sitting e piccoli servizi di vicinato. Portare a spasso i cani, dare da mangiare agli animali durante le vacanze dei proprietari, aiutare con la spesa o con il computer. Sono attività occasionali, pagate poco per volta, che si costruiscono con il passaparola nel quartiere.
Vendere l'usato di casa. Vestiti, videogiochi, libri, elettronica che non si usa più, su Vinted, Subito o eBay. Le piattaforme richiedono un account di un maggiorenne: si usa quello di un genitore, con accordo chiaro su cosa si vende e dove vanno i soldi. Non è un lavoro, ma è il modo più rapido per fare i primi soldi e imparare a fotografare, descrivere, prezzare e trattare.
Creare contenuti. Un canale, un profilo, una pagina su un argomento che si conosce. La monetizzazione richiede quasi sempre la maggiore età o l'account di un genitore, e i guadagni nei primi anni sono nulli per la grande maggioranza. Ha senso come apprendistato, non come fonte di reddito.
Volantinaggio, promozioni ed eventi. Alcune agenzie ingaggiano minorenni per attività leggere, con le autorizzazioni previste. Paga bassa, ma regolare.
Cosa non si può fare a 16 anni: aprire la partita IVA, iscriversi alla maggior parte delle piattaforme che pagano, fare il rider (le piattaforme richiedono 18 anni), lavorare di notte, fare l'incaricato alla vendita diretta.
Dai 18 anni: le porte si aprono
Con la maggiore età l'insieme delle possibilità cambia forma. Divise per tempo richiesto e compatibilità con lo studio.
Lavori con contratto, part time o stagionali
Ristorazione, eventi, catering. Camerieri, baristi, addetti al banco, personale per matrimoni e fiere. Turni serali e nel weekend, compatibili con le lezioni, paga da contratto collettivo intorno agli 8–10 euro netti l'ora, mance in alcuni contesti. Il contratto a chiamata, che la legge consente ai giovani sotto i 24 anni senza vincoli di settore (le prestazioni devono concludersi entro il venticinquesimo anno), è la forma più diffusa per il lavoro occasionale nei servizi.
Promoter, hostess e steward. Promozioni nei centri commerciali, fiere, eventi sportivi e concerti, con paghe da 60 a 150 euro a giornata e nessuna continuità. Si trovano attraverso agenzie specializzate e app dedicate.
Rider e consegne. Compatibile con orari propri, pagato a consegna con una parte oraria in alcune piattaforme, con guadagni netti tra 6 e 10 euro l'ora nelle ore buone, costi di mezzo e attrezzatura a proprio carico e un rischio stradale da non sottovalutare.
Call center e customer service. Part time, spesso serale, con formazione iniziale e contratto. Paga da contratto collettivo, ambiente formativo per chi vuole imparare a parlare con i clienti.
Lavori estivi a tempo pieno. Stabilimenti, villaggi turistici come animatori (si inizia a 18 anni, con vitto e alloggio inclusi e paga tra 600 e 1.200 euro al mese), raccolta agricola, negozi nelle località di vacanza. Tre mesi a tempo pieno finanziano un anno accademico di spese personali.
Lavori autonomi e occasionali
Ripetizioni e lezioni. Il lavoro da studente con il miglior rapporto tra ore e guadagno: da 12 a 25 euro l'ora in presenza secondo materia e livello, con studenti universitari richiesti per le materie scientifiche e le lingue. Online, attraverso piattaforme di insegnamento, si insegna la propria lingua a stranieri o si fanno ripetizioni a distanza, partendo da 8–15 euro l'ora. Si fatturano con ritenuta d'acconto come prestazioni occasionali o, se le famiglie lo preferiscono, tramite il Libretto Famiglia.
Piccoli lavori freelance. Scrittura, traduzione, grafica, montaggio video, gestione social per piccole attività: le piattaforme freelance si aprono a 18 anni e i primi clienti si trovano spesso tra i conoscenti della famiglia. Pagano poco all'inizio e insegnano a lavorare per un cliente, che è la competenza più utile che un ragazzo possa costruire prima della laurea.
Microtask, user testing, sondaggi. Compiti online pagati a cottimo, test di siti e app, questionari. Rendono poco (i test di usabilità sono i meglio pagati per ora, ma rari), non richiedono competenze e riempiono i tempi morti. Vanno bene per i primi soldi online, non come piano.
Vendita diretta. Dai 18 anni si può diventare incaricati alla vendita diretta per un'azienda, con la disciplina della Legge 173/2005: incarico scritto, nessun obbligo di acquisto, rimborso dei prodotti invenduti, regime fiscale semplificato con ritenuta trattenuta dall'azienda e attività considerata occasionale fino a 5.000 euro di reddito annuo. Per uno studente che vuole imparare a vendere e a gestire relazioni, con orari propri e senza capitale, è una delle poche attività che insegnano competenze commerciali trasferibili. Richiede di scegliere con criterio l'azienda, distinguendo il network marketing legale dagli schemi piramidali che ne usano il nome.
Vendere online come attività. Comprare usato per rivendere, produrre oggetti, aprire un piccolo negozio. Diventa un'attività d'impresa con partita IVA quando è abituale, con costi fissi che vanno calcolati prima: per uno studente ha senso solo con margini che li superano con chiarezza.
Tirocini e stage retribuiti
Il tirocinio curricolare, previsto dal piano di studi, può essere non retribuito. Il tirocinio extracurricolare, per neodiplomati e neolaureati, prevede per legge regionale un'indennità minima, che va nella maggior parte delle regioni da 300 a 800 euro al mese. È il canale di ingresso più diffuso nel lavoro qualificato e va cercato negli uffici placement delle università, sui portali delle aziende e sui siti regionali. Un tirocinio senza indennità, fuori dal percorso di studi, non è consentito.
Le idee a confronto
| Idea | Età minima | Ore/settimana | Guadagno realistico | Compatibilità con lo studio |
|---|---|---|---|---|
| Lavoro estivo con contratto | 16 | Tempo pieno in estate | 800–1.400 €/mese | Alta (estate) |
| Babysitting, ripetizioni ai piccoli | 16 | 3–8 | 100–350 €/mese | Alta |
| Vendita dell'usato | 16 (account genitore) | 2–4 | 100–300 € una volta | Alta |
| Ristorazione ed eventi | 18 | 8–15 | 300–700 €/mese | Media |
| Promoter, hostess, steward | 18 | Weekend | 200–600 €/mese | Media |
| Rider | 18 | 8–15 | 250–600 €/mese | Media |
| Ripetizioni universitarie | 18 | 4–8 | 250–700 €/mese | Alta |
| Lezioni online | 18 | 4–8 | 150–500 €/mese | Alta |
| Freelance su piattaforme | 18 | 5–10 | 100–600 €/mese | Alta |
| Microtask e user testing | 18 | 2–5 | 50–200 €/mese | Alta |
| Vendita diretta | 18 | 5–10 | Secondo le vendite | Alta |
| Tirocinio extracurricolare | 18 | Tempo pieno o parziale | 300–800 €/mese | Bassa durante le lezioni |
| Collaborazione part time in università | 18 | Fino a 150–200 ore/anno | 1.500–2.000 €/anno | Alta |
Lavorare all'università
L'università è il momento in cui il lavoro da studente diventa una scelta di equilibrio. Le regole di chi ci riesce sono poche.
Le ore. Fino a 10–15 ore a settimana durante le lezioni il rendimento accademico non ne risente, oltre sì. Il lavoro si concentra nei weekend, nelle sere e nei periodi senza lezioni; le sessioni d'esame vanno protette.
Le collaborazioni studentesche. Quasi tutte le università offrono collaborazioni a tempo parziale (le "150 ore" o "200 ore") in biblioteche, laboratori, segreterie e servizi agli studenti, assegnate per bando in base a merito e reddito, pagate intorno ai 10 euro l'ora e con un trattamento fiscale agevolato. Sono il lavoro più compatibile con lo studio che esista, perché dentro il campus e negli orari delle lezioni.
Il tutorato. Gli studenti degli anni avanzati fanno tutorato ai più giovani, con contratti dell'università.
Le borse di studio. Le borse per il diritto allo studio, assegnate dagli enti regionali in base a ISEE e merito, valgono da alcune migliaia di euro all'anno con l'esenzione dalle tasse universitarie, e restano ogni anno in parte non richieste per mancanza di informazione. La domanda si presenta in estate, prima dell'inizio dell'anno accademico, con l'ISEE universitario aggiornato. Esistono poi borse di merito, premi di laurea e borse di enti privati, elencate dagli uffici dell'università.
Lo status di studente lavoratore. Chi lavora con contratto ha diritto, in base ai contratti collettivi, a permessi retribuiti per gli esami e per lo studio (le "150 ore" per i lavoratori studenti), e molte università prevedono percorsi a tempo parziale con tasse ridotte per chi lavora.
L'Erasmus. Il programma Erasmus+ paga una borsa mensile che varia secondo il paese di destinazione e la situazione economica, insufficiente da sola a coprire le spese nelle città più care. I cittadini dell'Unione possono lavorare nel paese ospitante senza permessi aggiuntivi: lavori nella ristorazione, lezioni di italiano, piccoli lavori freelance online sono i più praticati. Le regole fiscali dipendono dal paese e dalla durata: sotto i sei mesi, in genere, si resta residenti fiscali in Italia.
Il fisco per i giovani, spiegato semplice
Le regole fiscali per chi guadagna da studente sono poche, e conoscerle evita sorprese alla famiglia.
Restare a carico dei genitori. Un figlio fino a 24 anni resta fiscalmente a carico dei genitori se il suo reddito complessivo annuo non supera i 4.000 euro; dai 24 anni in su la soglia scende a 2.840,51 euro. Superare la soglia fa perdere ai genitori le detrazioni per il figlio e la possibilità di detrarre le sue spese (mediche, universitarie, sportive). È il conto che uno studente e la sua famiglia devono fare insieme prima di superare i 4.000 euro: a volte conviene fermarsi appena sotto, a volte il guadagno in più vale la perdita delle detrazioni.
Quando si pagano le tasse. Per i redditi da lavoro dipendente, le detrazioni azzerano l'imposta fino a circa 8.500 euro l'anno: sotto quella cifra non si paga IRPEF, e il datore di lavoro fa tutti i conti. Per i redditi da lavoro autonomo occasionale la soglia di esenzione è più bassa, intorno ai 5.500 euro, e il committente trattiene una ritenuta d'acconto del 20% che si recupera con la dichiarazione dei redditi se non è dovuta imposta. Sopra i 5.000 euro annui di compensi occasionali scattano anche i contributi INPS.
La partita IVA. Dai 18 anni, quando l'attività è continuativa, con il regime forfettario che tassa i compensi al 5% per i primi cinque anni. Per uno studente con un'attività freelance regolare è la forma corretta e, per redditi modesti, poco costosa.
La vendita dell'usato personale non è reddito. Le borse di studio per il diritto allo studio sono esenti; altre borse e premi hanno regimi propri.
La dichiarazione. Uno studente con redditi sotto le soglie di esenzione spesso non è obbligato a presentare la dichiarazione, ma può convenirgli farla per recuperare le ritenute subite. Un passaggio al CAF costa poco e chiarisce.
Gestire i primi soldi
I primi guadagni sono la prima occasione per imparare le abitudini che contano per il resto della vita.
Un conto proprio. Le banche offrono conti per i giovani a canone zero con carta inclusa, aperti dai 18 anni in autonomia e prima con un genitore. Serve un conto separato da quello di famiglia, per vedere ciò che entra e ciò che esce.
La regola del terzo. Un terzo del guadagno si mette da parte, prima di spendere il resto. A 18 anni, 50 euro al mese risparmiati e investiti con costanza in strumenti semplici e a basso costo diventano, per la forza dell'interesse composto, una cifra importante a 40. Nessun'altra età ha questo vantaggio.
Niente debiti per consumare. Le rate per il telefono, il "compra ora paga dopo", le carte di credito con revolving sono il modo più rapido per iniziare la vita adulta in salita. Si compra ciò che si può pagare.
Diffidare di chi promette soldi facili ai giovani. È il tema della sezione successiva, ed è la parte più importante di questa guida.
Le truffe che prendono di mira i ragazzi
I giovani sono il bersaglio preferito di alcune truffe, per una combinazione di poca esperienza, bisogno di soldi e presenza sui social. Quattro schemi vanno conosciuti prima di qualunque proposta.
Il conto in prestito. Qualcuno, spesso un conoscente o un contatto sui social, propone di far transitare denaro sul tuo conto in cambio di una percentuale, "per aiutare un amico" o "per un lavoro di intermediazione". È riciclaggio: il denaro viene da truffe e chi lo fa passare, il cosiddetto money mule, è il primo a essere identificato e denunciato, con conseguenze penali e la chiusura del conto. Nessuna percentuale vale un procedimento per riciclaggio a 19 anni.
Le task app e i compiti a pagamento. Offerte su TikTok, Telegram e WhatsApp per "mettere like", "recensire", "ottimizzare ordini" pagate pochi centesimi veri all'inizio e poi, per accedere ai compiti che pagano di più, un deposito. Il deposito non torna. Chi ti chiede soldi per farti lavorare ti sta truffando.
Trading e criptovalute con i guru. Coetanei o influencer che mostrano guadagni, gruppi che vendono "segnali", piattaforme che promettono rendimenti garantiti. Il trading con leva fa perdere denaro alla grande maggioranza di chi lo pratica, e le piattaforme che promettono rendimenti fissi sono schemi che pagano i primi con i soldi degli ultimi. La Consob ha oscurato oltre 1.800 siti di questo tipo dal 2019.
I finti lavori. Annunci che promettono paghe alte per lavori facili, colloqui su Telegram, richieste di documenti e di un pagamento per la "formazione" o il "kit". Le aziende vere hanno una sede, una partita IVA verificabile, persone in video, e non chiedono mai soldi a chi assumono.
La regola per riconoscerle tutte è una sola: se per guadagnare devi pagare, prestare il conto o versare su una piattaforma che ti ha contattato, non stai guadagnando.
Domande frequenti
A che età si può iniziare a lavorare in Italia? A 16 anni, con l'obbligo di istruzione assolto, con contratti che rispettano i limiti per i minorenni. L'apprendistato per la qualifica dai 15 anni. Prima, solo casi eccezionali autorizzati.
Un sedicenne può lavorare online? Le piattaforme che pagano richiedono quasi tutte 18 anni. A 16 si lavora online attraverso l'account e il coinvolgimento di un genitore, oppure si aspetta.
Quanto può guadagnare uno studente senza far perdere le detrazioni ai genitori? Fino a 4.000 euro l'anno di reddito complessivo fino a 24 anni; 2.840,51 euro dopo.
Le ripetizioni vanno dichiarate? Sì, sono reddito. Le famiglie possono pagarle con il Libretto Famiglia dell'INPS o con ritenuta d'acconto; sotto le soglie di esenzione non si paga imposta, ma la dichiarazione può servire a recuperare le ritenute.
Conviene la borsa di studio o il lavoro? La borsa per il diritto allo studio, quando spetta, vale migliaia di euro più l'esenzione dalle tasse e non toglie tempo allo studio: va richiesta prima di qualunque lavoro. Le due cose si possono cumulare entro i limiti di reddito previsti dal bando.
Uno studente può fare network marketing? Dai 18 anni, come incaricato alla vendita diretta con le tutele della Legge 173/2005. È un modo di imparare a vendere con orari propri e senza capitale, scegliendo un'azienda in regola.
In sintesi
Guadagnare da studente in Italia ha regole chiare: dai 16 anni con contratto e tutele per i minorenni, dai 18 con ogni forma. Prima della maggiore età le strade sono locali e stagionali (lavori estivi, babysitting e ripetizioni ai piccoli, vendita dell'usato con un genitore, aiuto in famiglia); dopo si aprono la ristorazione e gli eventi, le ripetizioni universitarie, il freelance, la vendita diretta, i tirocini retribuiti e le collaborazioni dentro l'università, che è il lavoro più compatibile con lo studio.
Le borse di studio vanno richieste prima di qualunque lavoro, il reddito va tenuto d'occhio per la soglia dei 4.000 euro che decide se si resta a carico dei genitori, e i primi guadagni vanno divisi con la regola del terzo, perché nessuna età ha dalla propria parte quarant'anni di interesse composto. E davanti a chiunque prometta soldi facili, prestiti di conto o compiti pagati dietro un deposito, vale la regola che protegge a ogni età: chi ti chiede soldi per farti guadagnare ti sta truffando.
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