Mantenersi all'università: borse di studio, agevolazioni e lavoro compatibile
Mantenersi all'università in Italia costa, per uno studente fuori sede, tra 8.000 e 12.000 euro l'anno tra alloggio, cibo, trasporti, tasse e materiali; per un pendolare o uno studente in sede molto meno. È una cifra che molte famiglie non possono coprire per intero, e che lo Stato, le regioni e gli atenei riducono con un sistema di borse e agevolazioni che vale, per chi ha diritto, più di qualunque lavoretto: una borsa per fuori sede supera i 6.000 euro l'anno e si somma all'esenzione dalle tasse, all'alloggio e alla mensa. Il sistema ha un difetto: funziona solo per chi presenta le domande nei termini, e ogni anno migliaia di studenti che avrebbero diritto non lo fanno.
Questo articolo mette in ordine le fonti con cui uno studente si mantiene, in ordine di valore: le borse di studio regionali e le condizioni per averle, la no tax area e le riduzioni delle tasse, gli alloggi e le mense agevolate, le detrazioni per la famiglia, le collaborazioni studentesche e le altre entrate dentro l'ateneo, il lavoro compatibile con gli esami, il budget di uno studente fuori sede con i numeri, e il calendario delle scadenze.
Le borse di studio regionali
Gli enti regionali per il diritto allo studio universitario assegnano ogni anno borse di studio agli studenti con condizioni economiche entro le soglie (l'ISEE universitario, con una soglia intorno ai 27.000–28.000 euro, e l'indicatore patrimoniale entro una soglia intorno ai 60.000) e con requisiti di merito (i crediti da conseguire entro date fissate dal secondo anno in avanti; per le matricole conta solo la condizione economica). L'importo dipende dalla condizione dello studente: intorno ai 7.000 euro l'anno per i fuori sede (che studiano in una città diversa da quella di residenza e vi prendono in affitto un alloggio con contratto registrato), intorno ai 4.000 per i pendolari, intorno ai 2.800 per gli in sede, con importi ridotti per gli ISEE più vicini alla soglia e con una parte erogata in servizi (la mensa, l'alloggio) dove l'ente li fornisce. La borsa è esente da imposte e spesso comprende l'esenzione dalle tasse universitarie e dalla tassa regionale.
Le regole che fanno perdere la borsa: la domanda fuori termine (i bandi escono in estate con scadenze tra luglio e settembre, prima dell'immatricolazione), l'ISEE non universitario o non presentato, i crediti non conseguiti nei termini (la borsa del secondo anno richiede un numero minimo di crediti entro il 10 agosto, con una tolleranza limitata), il contratto di affitto non registrato per i fuori sede, il cambio di condizione non comunicato. Lo studente che perde la borsa per un errore di procedura perde la fonte più grande che aveva.
Gli idonei non beneficiari (chi ha i requisiti ma resta fuori per esaurimento dei fondi) hanno comunque l'esenzione dalle tasse in molti atenei e possono ricevere la borsa con lo scorrimento delle graduatorie: la domanda va presentata anche quando la posizione sembra incerta.
La no tax area e le tasse ridotte
Le tasse universitarie dipendono dall'ISEE, con una no tax area nazionale: gli studenti con ISEE fino a una soglia intorno ai 22.000 euro non pagano le tasse (solo la tassa regionale e il bollo), e tra la soglia e i 30.000 euro pagano importi ridotti in modo progressivo, con requisiti di merito dal secondo anno (i crediti minimi). Molti atenei alzano la soglia con fondi propri e prevedono ulteriori riduzioni per fasce, per merito, per condizioni familiari (più figli iscritti) e per gli studenti lavoratori.
Il meccanismo richiede l'ISEE universitario presentato nei termini dell'ateneo (in genere tra l'estate e l'autunno, con la penalizzazione dell'importo massimo per chi non lo presenta): uno studente con ISEE basso che non presenta l'ISEE paga la fascia massima, che in alcuni atenei supera i 3.000 euro. Le rate si pagano in scadenze definite, con more per i ritardi; le tasse si detraggono dalla dichiarazione dei genitori se lo studente è a carico.
Alloggi e mense
Gli enti per il diritto allo studio gestiscono residenze universitarie con posti letto a canoni agevolati (da poche decine a qualche centinaio di euro al mese, gratuiti per i borsisti fuori sede in molte regioni), assegnati con le graduatorie delle borse: sono la leva che più abbassa il costo del fuori sede, e i posti sono meno delle richieste, quindi la domanda si presenta nei termini e con la posizione in graduatoria che conta. Le mense con tariffe agevolate per fascia (pasti completi a pochi euro, gratuiti o ridotti per i borsisti) coprono la voce alimentare. Molti comuni universitari e atenei aggiungono contributi per l'affitto per gli studenti fuori sede senza posto in residenza, con bandi propri.
Per chi affitta sul mercato, il contratto per studenti universitari (da sei a trentasei mesi, a canone concordato, nei comuni sede di università) registrato regolarmente è la condizione per la borsa da fuori sede e per la detrazione dell'affitto nella dichiarazione dei genitori (una quota del canone entro un tetto annuo, per gli studenti fuori sede a più di cento chilometri e in una provincia diversa).
Le detrazioni per la famiglia
Nella dichiarazione dei redditi dei genitori (con lo studente a carico) si detraggono le tasse universitarie (per intero per le statali, entro limiti per le non statali), l'affitto dello studente fuori sede entro il tetto annuo, le spese per i corsi di specializzazione e i master entro i limiti, l'abbonamento ai trasporti pubblici entro il tetto, le spese sanitarie dello studente. Sono rimborsi che arrivano l'anno dopo e che molte famiglie non chiedono perché non conservano le ricevute: la cartella digitale delle spese universitarie vale centinaia di euro l'anno.
Le entrate dentro l'ateneo
Le collaborazioni studentesche (fino a duecento ore l'anno, esenti da imposte entro il limite di legge, con bandi per titoli a inizio anno accademico), il tutorato per le matricole, le collaborazioni nei progetti di ricerca dei dipartimenti, i premi di studio per merito degli atenei e delle fondazioni, le borse per tesi all'estero e per la mobilità, i prestiti d'onore e i finanziamenti agevolati per gli studenti dove esistono (da valutare con prudenza, come ogni debito): fonti che stanno dentro l'università, compatibili per costruzione, e che si trovano sul sito dell'ateneo nella sezione dei servizi agli studenti e dei bandi.
Il lavoro compatibile
Il lavoro dello studente che si mantiene segue le regole dei lavoretti compatibili: dieci-quindici ore a settimana, flessibilità nelle sessioni, il rapporto tra ore e denaro con gli spostamenti, e le forme adatte (ripetizioni, servizi alle famiglie con il Libretto Famiglia, lavori del weekend con il contratto a chiamata per gli under 24, servizi digitali a scadenza, vendita diretta con orari propri, il part time con le clausole lette e i diritti dello studente lavoratore). Con due avvertenze che per chi ha la borsa contano più del lavoro: i redditi dello studente entrano nell'ISEE della famiglia e alcuni bandi prevedono limiti al reddito proprio dello studente o riduzioni della borsa; e superare i 4.000 euro annui fa perdere ai genitori le detrazioni. Chi ha una borsa da 7.000 euro non la mette a rischio per un lavoretto da 3.000: legge il bando prima, e sceglie il lavoro dentro i limiti.
Il budget di uno studente fuori sede
Un esempio con e senza il sistema delle agevolazioni, per uno studente fuori sede in una città universitaria media, con ISEE sotto la soglia della borsa.
| Voce | Senza agevolazioni (mercato) | Con borsa, residenza e mensa |
|---|---|---|
| Alloggio (stanza singola) | 350–500 € al mese | Posto in residenza: 0–150 € |
| Alimentari | 200–250 € | Mensa agevolata più spesa: 100–150 € |
| Trasporti | 30–50 € | 30–50 € (abbonamento studenti) |
| Tasse universitarie | 1.500–3.000 € l'anno (fascia media-alta) | 0 (no tax area o borsa) |
| Libri e materiali | 200–400 € l'anno | 200–400 € l'anno (con l'usato) |
| Telefono, connessione, varie | 30–50 € al mese | 30–50 € al mese |
| Tempo libero | 100–150 € al mese | 100–150 € al mese |
| Costo annuo (dieci mesi) | circa 9.000–12.000 € | circa 3.000–5.000 € |
| Borsa di studio | — | circa 7.000 € (in denaro e servizi) |
| A carico della famiglia e dello studente | 9.000–12.000 € | da zero a poche migliaia |
Lo studente con diritto alla borsa che presenta tutte le domande si mantiene quasi da solo; quello che non le presenta costa alla famiglia 10.000 euro l'anno. Per chi non ha diritto alla borsa (ISEE sopra la soglia), le leve sono la no tax area parziale, la stanza condivisa, la cucina, l'usato per i libri, le collaborazioni studentesche e il lavoro compatibile, che insieme abbassano il conto a 6.000–8.000 euro.
Il calendario delle scadenze
Gennaio-febbraio: l'ISEE universitario (la DSU con l'indicazione dell'uso universitario), che vale per l'anno e che serve per tutto.
Giugno-luglio: i bandi degli enti per il diritto allo studio (borsa, alloggio, mensa), con le scadenze tra luglio e settembre; le domande si presentano prima dell'immatricolazione, anche con la posizione incerta.
Agosto: per gli studenti dal secondo anno, i crediti minimi da conseguire entro la data del bando (di norma il 10 agosto) per mantenere la borsa.
Settembre-ottobre: l'immatricolazione, l'ISEE all'ateneo per la fascia di tasse, i bandi per le collaborazioni studentesche e il tutorato, i contributi comunali per l'affitto, la registrazione del contratto di affitto.
Tutto l'anno: le ricevute per le detrazioni dei genitori, i bandi per premi e borse di merito, i controlli sui crediti.
In sintesi
Mantenersi all'università in Italia passa da un sistema che vale più di qualunque lavoretto: la borsa di studio regionale (intorno a 7.000 euro l'anno per i fuori sede, 4.000 per i pendolari, 2.800 per gli in sede, con ISEE sotto i 27.000–28.000 euro e i crediti dal secondo anno), la no tax area (nessuna tassa fino a circa 22.000 euro di ISEE, ridotte fino a 30.000, di più negli atenei che integrano), il posto in residenza e la mensa agevolata, le detrazioni dei genitori per tasse, affitto e trasporti, le collaborazioni studentesche esenti e il tutorato dentro l'ateneo. Uno studente fuori sede con diritto alla borsa che presenta tutte le domande nei termini (ISEE a gennaio, bandi tra luglio e settembre, crediti entro agosto, contratto registrato) costa alla famiglia da zero a poche migliaia di euro l'anno; quello che non le presenta 9.000–12.000.
Il lavoro compatibile completa il conto con dieci-quindici ore a settimana nelle forme flessibili, dentro i limiti che i bandi delle borse e la soglia dei 4.000 euro impongono: chi ha una borsa da 7.000 euro non la rischia per un lavoretto da 3.000. Il sistema funziona per chi lo usa, e ogni anno migliaia di studenti che avrebbero diritto non presentano la domanda.