Lavoro part time da studente: contratti, orari e conciliazione con lo studio

Il part time è la forma di lavoro che più studenti scelgono e che meno conoscono: si firma il contratto proposto, si accettano gli orari, e si scopre nei mesi che il datore può chiedere ore in più, che i turni cambiano nella settimana degli esami, che i permessi per studiare esistono ma nessuno li ha detti. Il part time da studente funziona quando lo studente conosce il proprio contratto meglio di chi glielo propone: i tipi di part time, le clausole che cambiano la vita, i diritti che la legge e i contratti collettivi riconoscono a chi studia e lavora.

Questo articolo spiega i tipi di part time e le clausole da leggere prima di firmare, i diritti dello studente lavoratore (i permessi studio, i giorni per gli esami, i turni), i contratti tipici e i settori che assumono studenti part time, quante ore reggono con gli esami, come si gestiscono i periodi critici, e cosa cambia per tasse, detrazioni dei genitori, assegno unico, ISEE e borsa di studio.

I tipi di part time

Il part time orizzontale. Si lavora tutti i giorni con un orario ridotto (per esempio quattro ore al giorno): regolare, prevedibile, lascia mezza giornata per le lezioni o lo studio ogni giorno.

Il part time verticale. Si lavora a tempo pieno solo in alcuni giorni della settimana, del mese o dell'anno (per esempio il weekend, o tre giorni su cinque): concentra il lavoro e libera giorni interi, ed è il più adatto a chi ha lezioni in giorni fissi.

Il part time misto. La combinazione dei due, con orari ridotti in alcuni giorni e pieni in altri.

La scelta dipende dall'orario delle lezioni: chi ha lezioni ogni mattina sceglie l'orizzontale pomeridiano; chi le ha concentrate in tre giorni sceglie il verticale sugli altri.

Le clausole da leggere prima di firmare

Il contratto part time deve indicare per iscritto la durata dell'orario e la sua collocazione (in quali giorni e in quali ore), e proprio la collocazione è ciò che decide la compatibilità con lo studio. Due clausole possono modificarla.

Le clausole elastiche. Permettono al datore di variare la collocazione dell'orario (spostare i turni) o di aumentare le ore (nel part time verticale e misto), con un preavviso minimo e una maggiorazione della retribuzione, solo se il lavoratore le ha accettate per iscritto e con la possibilità, prevista dalla legge, di revocare il consenso per alcune situazioni tra cui le esigenze di studio dello studente. Lo studente che firma clausole elastiche senza saperlo si trova con i turni spostati nella settimana degli esami; quello che le conosce le rifiuta, le limita o le revoca quando serve.

Il lavoro supplementare. Le ore in più oltre l'orario part time concordato, entro i limiti del contratto collettivo, che il datore può chiedere e che il lavoratore può rifiutare in presenza di comprovate esigenze (tra cui lo studio), con una maggiorazione. Va letto quante ore supplementari il contratto consente e con quale preavviso.

Prima di firmare si controllano anche: il contratto collettivo applicato e il livello (che decidono la paga oraria), le maggiorazioni per domeniche e festivi, la durata (indeterminato, determinato, a chiamata), il periodo di prova, e la possibilità di trasformazione (il lavoratore part time ha diritto di precedenza sulle assunzioni a tempo pieno nelle stesse mansioni, e chi vuole ridurre o aumentare l'orario può chiederlo).

I diritti dello studente lavoratore

La legge italiana riconosce a chi studia e lavora diritti specifici, che il datore rispetta se il lavoratore li conosce e li chiede.

I permessi per gli esami. Lo Statuto dei lavoratori riconosce agli studenti lavoratori il diritto a permessi giornalieri retribuiti per sostenere gli esami, e il diritto a non essere obbligati a lavoro straordinario o nei giorni festivi. Il permesso per l'esame si chiede con preavviso e si documenta con l'attestazione dell'esame sostenuto; molti contratti collettivi ne precisano il numero e le modalità.

I turni che agevolano lo studio. La legge prevede che gli studenti lavoratori abbiano diritto a turni di lavoro che agevolino la frequenza dei corsi e la preparazione agli esami: non è un diritto assoluto a scegliere l'orario, ma un criterio che il datore deve considerare nell'organizzazione, e un argomento nella negoziazione della collocazione dell'orario.

I permessi studio (le 150 ore). Molti contratti collettivi prevedono per i lavoratori che frequentano corsi di studio un pacchetto di ore di permesso retribuito (tipicamente centocinquanta ore in un triennio) per la frequenza e la preparazione, con condizioni (percentuale di lavoratori che possono usufruirne insieme, documentazione della frequenza). Vanno chiesti al datore o alle rappresentanze sindacali, e per un part time sono spesso riproporzionati.

Il rifiuto del lavoro supplementare e delle clausole elastiche per motivi di studio, visto sopra.

La tutela della privacy sulla condizione di studente e sugli esami: il datore sa ciò che serve per i permessi, non altro.

Il modo di far valere i diritti: conoscerli, chiederli per iscritto con preavviso, documentarli, e scegliere datori che li rispettano (le catene organizzate, le cooperative e le aziende abituate agli studenti li applicano; chi li ignora lo fa spesso con tutto il resto).

I contratti tipici e i settori

Il commercio e la grande distribuzione. Cassieri, addetti agli scaffali e alla vendita nei supermercati, nei negozi e nei centri commerciali, con part time orizzontali e verticali (il weekend è la richiesta tipica), contratto collettivo del commercio con paghe orarie intorno agli 8–9 euro netti, maggiorazioni per domeniche e festivi. Il settore che assume più studenti part time.

La ristorazione e i bar. Part time serali e del weekend, con il contratto del turismo, paghe simili e mance; energia fisica alta.

I call center e l'assistenza clienti. Part time con turni, anche da remoto, con il contratto delle telecomunicazioni o dei servizi; adatti a chi vuole lavorare da casa.

Le catene di fast food e le grandi catene di servizi, organizzate per gli studenti, con orari flessibili e regole applicate.

Le biblioteche, le librerie, le copisterie e i servizi vicini all'università, con orari compatibili.

Il contratto a chiamata per gli studenti sotto i ventiquattro anni: non è un part time ma la forma con cui molti studenti lavorano in eventi, ristorazione e commercio, con la disponibilità che si dichiara e le sessioni in cui si dice no.

Quante ore reggono

Le ricerche sul rendimento degli studenti lavoratori e l'esperienza di chi si laurea in corso convergono: fino a quindici ore a settimana il lavoro part time non incide sui risultati, e in alcuni casi li migliora (l'organizzazione che impone); tra quindici e venti ore l'incidenza cresce e richiede una gestione attenta delle sessioni; sopra le venti ore la laurea rallenta per la maggior parte degli studenti. Il part time da dodici-sedici ore (il weekend, o due pomeriggi e un sabato) è la misura che concilia; quello da venticinque-trenta ore è un lavoro con lo studio come contorno.

Il conto va fatto anche sui trasporti: un part time da quattro ore con un'ora di viaggio all'andata e al ritorno è un impegno di sei ore.

Gestire i periodi critici

Le sessioni d'esame si gestiscono prima che arrivino: il calendario comunicato al datore con settimane di anticipo e per iscritto; la richiesta dei permessi per i giorni d'esame nei termini; la richiesta di ridurre o spostare i turni nelle due settimane precedenti, con il riferimento al diritto dello studente lavoratore; la revoca delle clausole elastiche per il periodo, se firmate; le ferie (che il part time matura in proporzione) usate per i giorni di studio intenso. Con il contratto a chiamata, la disponibilità non si dichiara nelle sessioni. Il datore che conosce da settembre il calendario di gennaio organizza; quello avvisato tre giorni prima no.

Tasse, detrazioni, assegno unico, ISEE e borsa

Le tasse dello studente. La busta paga del part time ha le ritenute; se il reddito annuo resta sotto la soglia di esenzione per i lavoratori dipendenti (intorno agli 8.500 euro) non si paga imposta, e le ritenute versate si recuperano con la dichiarazione dei redditi. Un part time da quindici ore a 8 euro netti l'ora fa circa 6.000 euro l'anno: sotto la soglia.

Le detrazioni dei genitori. Lo studente resta a carico dei genitori fino a ventiquattro anni se il reddito annuo non supera 4.000 euro: il part time da quindici ore lo supera, e i genitori perdono le detrazioni per il figlio a carico (dai ventuno anni) e quelle delle spese sostenute per lui (tasse universitarie, affitto). Per uno studente tra i diciotto e i ventuno anni la perdita è limitata, perché per quelle età le detrazioni sono sostituite dall'assegno unico; per uno sopra i ventuno può pesare. La famiglia fa il conto: a volte conviene un part time più piccolo.

L'assegno unico. Per i figli tra 18 e 21 anni spetta se il figlio studia (o fa tirocinio, servizio civile, o lavora con reddito annuo sotto una soglia): lo studente iscritto lo mantiene, indipendentemente dal part time.

L'ISEE. I redditi dello studente entrano nell'ISEE della famiglia, con effetti sulle agevolazioni legate alle soglie.

La borsa di studio. Le borse regionali per il diritto allo studio dipendono dall'ISEE (che include i redditi dello studente) e dal merito, e alcuni bandi prevedono limiti al reddito proprio dello studente o riduzioni: un part time può ridurre o far perdere una borsa che vale più del part time stesso. Chi ha una borsa legge il bando prima di firmare il contratto.

In sintesi

Il part time da studente si sceglie nel tipo (orizzontale con orario ridotto ogni giorno, verticale su giorni interi, misto) in base all'orario delle lezioni, e si firma dopo aver letto la collocazione dell'orario, le clausole elastiche (che il datore può usare solo con il consenso scritto e che lo studente può rifiutare o revocare per esigenze di studio), il lavoro supplementare con i suoi limiti, il contratto collettivo e il livello, la durata e il periodo di prova. Lo studente lavoratore ha per legge permessi retribuiti per gli esami, il diritto a turni che agevolino lo studio, l'esenzione dallo straordinario, e nei contratti collettivi i permessi studio (le 150 ore) da chiedere per iscritto.

I settori che assumono sono il commercio e la grande distribuzione, la ristorazione, i call center anche da remoto, le catene organizzate e i servizi vicini all'università, con il contratto a chiamata per gli under 24 negli eventi; fino a quindici ore a settimana il part time non rallenta la laurea, sopra le venti sì; le sessioni si gestiscono comunicando il calendario con settimane di anticipo. Un part time da quindici ore resta sotto la soglia di esenzione fiscale ma supera i 4.000 euro che fanno perdere le detrazioni ai genitori (con effetto limitato fino a ventuno anni), non tocca l'assegno unico di chi studia, entra nell'ISEE e può ridurre una borsa di studio che spesso vale di più: si legge il bando prima del contratto.

Altre guide su Come guadagnare da studente: lavori e idee legali dai 16 anni in su

Guida
Come guadagnare a 16 anni: cosa si può fare legalmente in Italia
Come guadagnare a 18 anni: primi contratti, prestazione occasionale e partita IVA
Gestire i primi guadagni: conto, risparmio e tasse per under 25
Guadagnare con un hobby da giovani: gaming, disegno, musica, video
Guadagnare durante l'Erasmus: lavori e regole nel paese ospitante
Lavoretti per studenti universitari compatibili con lo studio (e quanto rendono)
Lavori estivi per giovani: dove cercare e quanto pagano
Lavoro part time da studente: contratti, diritti e limiti di oreStai leggendo
Mantenersi all'università: lavoro, borse di studio e agevolazioni
Stage e tirocini retribuiti: come trovarli e cosa ti spetta
Lavoro part time da studente: contratti, orari e studio