Ho perso soldi in una truffa: cosa fare subito, denuncia e possibilità di recupero
Il momento in cui si capisce di essere stati truffati è il peggiore per prendere decisioni, ed è il momento in cui le decisioni contano di più: le prime ore decidono se una parte del denaro si può recuperare, i primi giorni se i danni si fermano o continuano, e le settimane successive se la seconda truffa (quella del "recupero") trova un'altra vittima. Questo articolo esiste per essere letto in quel momento, con un ordine preciso di cose da fare, e con una promessa di onestà: il recupero completo è raro, il recupero parziale è possibile in alcuni casi, e le azioni giuste servono comunque, perché fermano il danno e proteggono gli altri.
Si spiegano, nell'ordine in cui vanno fatte, le azioni delle prime ore (la banca e i pagamenti), la messa in sicurezza (accessi, dispositivi, documenti), la denuncia (dove, come, entro quando), le segnalazioni alle autorità competenti per tipo di truffa, le possibilità reali di recupero per ciascun metodo di pagamento, la seconda truffa da evitare, gli strumenti di tutela verso la banca, e come si gestisce il dopo.
Le prime ore: la banca e i pagamenti
Il tempo conta più di tutto, e la prima chiamata è alla propria banca o all'emittente della carta, con il numero sul retro della carta o sul sito ufficiale (mai quello fornito dal truffatore).
I pagamenti con carta. Le operazioni con carta di credito e di debito si possono contestare attraverso le procedure dei circuiti (la contestazione dell'addebito): per le operazioni non autorizzate (la carta usata da altri, i dati rubati) la banca è tenuta al rimborso salvo colpa grave del cliente; per le operazioni autorizzate dal cliente ma indotte con l'inganno (il pagamento a un finto negozio, il deposito su una piattaforma finta) la contestazione è possibile per la mancata consegna o la frode del venditore, con esiti variabili.
I bonifici. Un bonifico eseguito non si annulla, ma la banca può tentare il richiamo presso la banca del beneficiario: funziona quando il denaro è ancora sul conto di destinazione, cioè nelle prime ore, e i truffatori lo spostano in fretta. Si chiede immediatamente, e si chiede alla banca di segnalare il conto beneficiario come sospetto. I bonifici istantanei hanno meno margini, perché il denaro è disponibile in secondi.
Le ricariche di carte prepagate e i trasferimenti di denaro. Quasi mai recuperabili: il denaro viene prelevato subito. Si segnala comunque all'operatore, che può bloccare la carta o il ritiro se non è ancora avvenuto.
Le criptovalute. Irreversibili. L'unica azione utile: se il denaro è passato da un exchange autorizzato, segnalare all'exchange l'indirizzo del truffatore (le piattaforme regolate possono congelare fondi che arrivano sui loro conti) e conservare gli identificativi delle transazioni per la denuncia, perché le indagini sulle catene di transazioni esistono.
I finanziamenti. Se per versare si è contratto un prestito, il prestito resta dovuto: si informa la finanziaria della truffa (che in alcuni casi valuta piani di rientro) e si include nella denuncia.
Il blocco preventivo. Se il truffatore ha i dati della carta o l'accesso al conto (accesso remoto, credenziali), si blocca la carta e si cambiano gli accessi prima di ogni altra cosa.
La messa in sicurezza
Nelle stesse ore, prima che i danni continuino.
Gli accessi. Le password dei conti bancari, dell'e-mail (che è la chiave di tutto il resto), dei social, delle piattaforme, cambiate da un dispositivo pulito; l'autenticazione a due fattori attivata con un'app, non con gli SMS.
I dispositivi. Se il truffatore ha fatto installare un software di accesso remoto, si disinstalla e si controlla il computer; se ha avuto accesso al telefono, si verifica cosa ha installato.
I documenti. Se sono stati inviati documenti d'identità, si denuncia per la possibile sostituzione di persona, si avvisa la banca, si monitorano per mesi le comunicazioni su conti, prestiti e contratti non richiesti, si controllano le posizioni nelle centrali rischi e nei sistemi di informazione creditizia (che consentono di sapere se qualcuno ha chiesto credito a proprio nome), e nei casi gravi si valuta il rinnovo del documento.
Il conto usato come tramite. Chi ha ricevuto e girato denaro di altri su richiesta del truffatore si ferma, informa la banca e si fa assistere da un legale prima di essere contattato dalle autorità.
I contatti. Si bloccano i numeri e i profili del truffatore dopo aver salvato tutto, e si avvisano familiari e amici se il truffatore ha avuto accesso ai contatti (le truffe si propagano).
La denuncia
Dove. Alla Polizia Postale attraverso il portale online del commissariato virtuale, che raccoglie le denunce per i reati informatici e le truffe online, oppure presso qualunque ufficio di polizia o stazione dei carabinieri, di persona. Per le truffe online la Polizia Postale è la struttura specializzata, e le denunce raccolte in modo strutturato permettono di collegare i casi e di individuare le organizzazioni.
Cosa portare. Tutto: i messaggi (esportati e stampati), le e-mail con le intestazioni, gli screenshot dei siti e dei pannelli, gli indirizzi dei siti, i numeri di telefono e i nomi usati, le ricevute e le contabili dei pagamenti con i conti beneficiari, gli identificativi delle transazioni in criptovalute, la cronologia degli eventi con le date.
Entro quando. La truffa semplice è perseguibile a querela di parte, da presentare entro tre mesi da quando si è avuta notizia del fatto; la truffa aggravata (per esempio per il danno rilevante o per l'abuso della fiducia) e l'abusivismo finanziario sono perseguibili d'ufficio senza termine di querela. Non si aspetta: la denuncia subito serve al richiamo dei fondi, alle contestazioni con la banca (che spesso la richiedono) e alle indagini.
Cosa aspettarsi. La denuncia avvia un procedimento; le indagini sulle truffe online sono lunghe, spesso transnazionali, e si concludono con l'identificazione dei responsabili in una minoranza dei casi. La denuncia serve comunque: è la condizione per i rimborsi della banca, per la costituzione di parte civile se il processo arriva, per la contestazione dei debiti contratti a proprio nome, e per fermare le organizzazioni attraverso i sequestri dei conti.
Le segnalazioni alle autorità
Oltre alla denuncia, la segnalazione all'autorità competente per il tipo di truffa fa chiudere i canali e protegge gli altri.
- Consob, per le truffe del trading, degli investimenti e delle criptovalute presentate come investimento: il servizio di segnalazione alimenta gli oscuramenti dei siti abusivi.
- IVASS, per le finte polizze e i finti intermediari assicurativi.
- Banca d'Italia, per i finti prestiti, le finte banche, l'abusivismo bancario.
- AGCM, per le pratiche commerciali scorrette: i finti negozi, i corsi con promesse false, gli abbonamenti trappola, le vendite piramidali.
- Garante della privacy, per il furto e l'uso illecito dei dati personali.
- Le piattaforme: i profili, gli annunci e i gruppi si segnalano su LinkedIn, sui social, su WhatsApp e Telegram, sui portali di annunci, che li chiudono e conservano i dati per le indagini.
- Le aziende imitate, che possono diffidare, avvisare i clienti e agire.
Le possibilità reali di recupero
| Metodo di pagamento | Possibilità di recupero | Come |
|---|---|---|
| Carta, operazione non autorizzata | Alte | Rimborso dalla banca salvo colpa grave, con la contestazione e la denuncia |
| Carta, pagamento autorizzato a un truffatore | Medie-basse | Contestazione per frode o mancata consegna, esito variabile |
| Bonifico ordinario, nelle prime ore | Basse-medie | Richiamo presso la banca del beneficiario se i fondi sono ancora sul conto |
| Bonifico istantaneo | Basse | Richiamo raramente efficace; segnalazione del conto |
| Ricarica prepagata, trasferimento di denaro | Quasi nulle | Segnalazione all'operatore se il ritiro non è avvenuto |
| Criptovalute | Quasi nulle | Segnalazione agli exchange autorizzati, denuncia con gli identificativi |
| Finanziamento contratto per versare | Nessuna sul denaro versato | Il prestito resta; piani di rientro con la finanziaria |
| Sequestri e processo | Parziali e lente | Costituzione di parte civile, restituzione di quanto sequestrato ai truffatori |
La lettura onesta: il recupero dipende dal metodo di pagamento e dalla velocità, i pagamenti non contestabili (prepagate, trasferimenti, criptovalute) sono quelli che i truffatori chiedono proprio perché non si recuperano, e il recupero attraverso il processo, quando arriva, è parziale e richiede anni. È la ragione per cui gli articoli sulle truffe insistono sulle verifiche prima: dopo, si può fare molto meno.
La seconda truffa: il "recupero fondi"
Nelle settimane dopo la truffa la vittima viene contattata da chi si offre di recuperare il denaro: società di recupero, avvocati, "investigatori", finti funzionari delle autorità, "hacker etici", in cambio di un anticipo o di una percentuale da versare prima. Sono la stessa organizzazione (che ha la lista delle vittime) o altre che l'hanno comprata. Nessuno recupera denaro da queste organizzazioni in cambio di un pagamento anticipato; le autorità non chiedono denaro e non contattano per telefono; un avvocato vero si sceglie, non si riceve per messaggio. Il recupero legale passa dalla denuncia, dalle contestazioni con la banca e, se il processo arriva, dalla parte civile: tutto senza anticipi a chi si presenta da solo.
La tutela verso la banca
Quando la banca rifiuta il rimborso di operazioni che il cliente ritiene non autorizzate o gestite con negligenza (per esempio bonifici anomali non bloccati dai sistemi antifrode, accessi con credenziali sottratte, ritardi nel blocco), il cliente può presentare un reclamo scritto alla banca, che deve rispondere entro i termini, e in caso di risposta negativa o assente rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario, il sistema di risoluzione delle controversie della Banca d'Italia, gratuito o quasi, che decide in tempi ragionevoli e le cui decisioni le banche rispettano nella grande maggioranza dei casi. L'Arbitro ha riconosciuto rimborsi in molti casi di frode informatica in cui la banca non aveva adottato misure adeguate; ha negato il rimborso quando il cliente ha comunicato codici e credenziali al truffatore. Le associazioni dei consumatori assistono nella procedura.
Il dopo
La truffa lascia un danno economico e uno psicologico che spesso è peggiore: la vergogna, il senso di colpa, la sfiducia. Tre cose aiutano. Parlarne, con la famiglia e con chi si conosce, perché la vergogna è ciò che tiene in vita le truffe e perché chi ne parla protegge gli altri. Ricordare che le truffe sono costruite da professionisti della manipolazione e colpiscono persone di ogni età, istruzione e reddito, e che cadere in una truffa non è una prova di stupidità ma di fiducia. E, se il peso è grande, chiedere aiuto: i servizi di supporto psicologico e le associazioni delle vittime esistono, e il denaro perso non vale la salute.
In sintesi
Dopo una truffa l'ordine conta: nelle prime ore la banca o l'emittente (contestazione delle operazioni con carta, richiamo dei bonifici finché i fondi sono sul conto, blocco della carta e degli accessi), la messa in sicurezza (password da un dispositivo pulito, autenticazione con app, rimozione degli accessi remoti, denuncia e monitoraggio delle centrali rischi se sono stati inviati documenti, stop e assistenza legale se si è girato denaro), la denuncia alla Polizia Postale (online o di persona, con tutto il materiale, entro tre mesi per la truffa semplice), le segnalazioni alle autorità competenti (Consob, IVASS, Banca d'Italia, AGCM, Garante) e alle piattaforme.
Il recupero dipende dal metodo: alto per le operazioni con carta non autorizzate, medio-basso per i pagamenti autorizzati e i bonifici nelle prime ore, quasi nullo per prepagate, trasferimenti e criptovalute (che i truffatori chiedono per questo), parziale e lento attraverso i sequestri e la parte civile; il "recupero fondi" a pagamento è la seconda truffa; il reclamo alla banca e l'Arbitro Bancario Finanziario tutelano quando la banca ha mancato. E il dopo si affronta parlandone, sapendo che le truffe colpiscono chi si fida e non chi è stupido, e chiedendo aiuto se il peso è troppo.