Babysitter come secondo lavoro: tariffe, contratti e sicurezza
Il babysitting è tra i secondi lavori più richiesti e meno regolati nella pratica: milioni di ore l'anno pagate in contanti, senza nulla di scritto, sulla base di una fiducia che di solito funziona e qualche volta no. È anche uno dei pochi secondi lavori per cui la legge italiana ha costruito uno strumento su misura, il Libretto Famiglia, che permette alle famiglie di pagare in regola con pochi clic e alla babysitter di avere contributi e assicurazione senza aprire nulla. Chi lo conosce lavora meglio e viene scelta prima.
Questo articolo indica le tariffe del babysitting in Italia per fascia e situazione, spiega le forme con cui si lavora in regola (il Libretto Famiglia per l'occasionale, il contratto domestico per il continuativo), come si trovano le famiglie, quali regole di sicurezza proteggono i bambini e chi li tiene, e quanto rende come secondo lavoro serale e del weekend.
Le tariffe in Italia
Il babysitting si paga a ora, e la tariffa dipende dalla città, dal numero e dall'età dei bambini, dall'orario e dall'esperienza.
| Situazione | Città medie | Grandi città |
|---|---|---|
| Un bambino, orario diurno o serale fino alle 23 | 8–10 € | 10–13 € |
| Due o più bambini | 10–13 € | 13–16 € |
| Neonati sotto l'anno | 10–13 € | 13–16 € |
| Notturno (dopo le 23) e festivi | +20–30% | +20–30% |
| Babysitter con formazione (educatrice, corso di primo soccorso pediatrico, lingue) | 12–15 € | 15–20 € |
| Aiuto compiti incluso | +2–3 € | +2–3 € |
Le piattaforme di babysitting trattengono un abbonamento o una commissione dalle famiglie o dalle sitter; le famiglie trovate con il passaparola pagano la tariffa piena. Il minimo di legge per chi lavora con il Libretto Famiglia o con il contratto domestico è fissato dagli strumenti stessi, e sta sotto le tariffe di mercato delle grandi città.
Lavorare in regola: due strumenti
Il Libretto Famiglia, per l'occasionale
Il Libretto Famiglia è lo strumento dell'INPS con cui le famiglie pagano le prestazioni occasionali di baby-sitting, ripetizioni, piccoli lavori domestici e assistenza a persone anziane o malate. La famiglia si registra sul portale INPS, acquista titoli di pagamento da 10 euro ciascuno per ogni ora di lavoro, e comunica la prestazione; la babysitter si registra a sua volta e riceve il compenso sul proprio conto dall'INPS.
Di ogni titolo da 10 euro, 8 vanno alla babysitter e il resto copre i contributi pensionistici, l'assicurazione contro gli infortuni e la gestione. I compensi del Libretto Famiglia hanno tre caratteristiche che li rendono la forma ideale per il secondo lavoro: sono esenti da imposizione fiscale (non si sommano allo stipendio e non si dichiarano), non incidono sullo stato di disoccupato e danno contributi e copertura infortuni. I limiti: ogni lavoratrice può ricevere fino a 5.000 euro l'anno da tutte le famiglie e fino a 2.500 dalla stessa famiglia, e l'attività deve restare occasionale. Le famiglie possono concordare con la babysitter una tariffa superiore agli 8 euro netti a ora acquistando più titoli per ora.
Per la babysitter che lavora due o tre sere a settimana per più famiglie è la forma perfetta: regolare, semplice, senza tasse.
Il contratto di lavoro domestico, per il continuativo
Quando il rapporto con una famiglia è stabile e regolare (tutti i giorni, molte ore a settimana, per mesi) si esce dall'occasionale e la forma corretta è il contratto di lavoro domestico, con l'assunzione da parte della famiglia secondo il contratto collettivo del settore: paga oraria minima per livello (la babysitter ha un livello dedicato), ferie, tredicesima, TFR, contributi versati dalla famiglia all'INPS con le procedure semplificate previste. È la forma di chi fa la babysitter come lavoro principale o come part time regolare, e le famiglie che lo propongono sono quelle che cercano continuità.
Cosa non funziona
I contanti senza nulla lasciano la babysitter senza copertura per gli infortuni (una caduta con il bambino in braccio è un infortunio sul lavoro), senza contributi, senza prova di cosa era stato concordato, e la famiglia esposta a sanzioni. Con il Libretto Famiglia che richiede dieci minuti, non ci sono più ragioni per farlo.
Come trovare le famiglie
Il passaparola. È il canale principale, perché le famiglie cercano qualcuno di cui qualcun altro si fida. Ogni famiglia soddisfatta conosce altre famiglie della scuola, del quartiere, dell'asilo, e la richiesta va fatta: "se conoscete qualcuno che cerca, dategli il mio numero".
Le piattaforme. Le piattaforme di babysitting pubblicano i profili delle sitter con esperienza, disponibilità, tariffa, recensioni e verifiche, e le famiglie le contattano; servono per le prime famiglie e per le città dove non si conosce nessuno.
Le scuole, gli asili e le parrocchie. Bacheche, gruppi dei genitori (con il permesso), oratori e associazioni: le famiglie con bambini sono lì.
I gruppi di quartiere. Un messaggio con la propria disponibilità, l'esperienza, le fasce orarie e la zona porta richieste dai genitori vicini, che preferiscono qualcuno a pochi minuti.
Le referenze. Ogni famiglia che ha lavorato con la babysitter è una referenza da poter indicare, con il suo permesso, alle famiglie nuove: nel babysitting le referenze valgono più di qualunque curriculum.
La sicurezza: le regole che proteggono tutti
Tenere il bambino di qualcun altro è una responsabilità, e alcune regole proteggono il bambino, la famiglia e la babysitter.
L'incontro preliminare. Sempre, prima del primo turno, con i genitori e con il bambino, a casa loro: per conoscersi, per vedere la casa, per capire abitudini, regole, allergie, farmaci, cosa fare se il bambino piange, dove sono le cose. Una babysitter che accetta un turno da una famiglia mai vista sta correndo un rischio, e una famiglia che affida il figlio a una sconosciuta anche.
La scheda del bambino. Scritta e lasciata dalla famiglia: nomi e numeri dei genitori e di un secondo contatto, pediatra e pronto soccorso, allergie e intolleranze, farmaci e orari, abitudini di sonno e pasti, regole della casa (schermi, dolci, uscite), cosa fare in caso di emergenza. La babysitter la chiede se la famiglia non la fornisce.
Il primo soccorso pediatrico. Un corso di poche ore (disostruzione delle vie aeree, rianimazione di base, cosa fare con febbre alta, cadute, ustioni) è la formazione che ogni babysitter dovrebbe avere e che le famiglie pagano di più. La Croce Rossa e molte associazioni lo offrono a costi contenuti.
Le regole durante il turno. Mai lasciare il bambino solo, nemmeno per un minuto; mai ospiti propri in casa della famiglia senza autorizzazione; il telefono per le emergenze e non per i social; nessuna foto del bambino pubblicata, mai, senza il consenso scritto dei genitori; niente uscite non concordate; le regole dei genitori si rispettano anche quando sembrano eccessive.
La comunicazione. Un messaggio ai genitori con un aggiornamento a metà serata, e la disponibilità a essere chiamata. I genitori che sanno che tutto va bene tornano più tranquilli e richiamano.
La propria sicurezza. L'indirizzo del turno comunicato a una persona di fiducia, il rientro a casa organizzato negli orari notturni (il rimborso del taxi è una richiesta normale per i turni oltre la mezzanotte), il diritto di rifiutare situazioni che mettono a disagio.
Quanto rende come secondo lavoro
Il babysitting serale e del weekend si incastra con un lavoro diurno meglio di quasi ogni altro lavoretto: le famiglie hanno bisogno la sera quando escono, nei weekend, e nei periodi di chiusura delle scuole.
Due sere a settimana da quattro ore a 10 euro l'ora sono 80 euro a settimana, circa 320 al mese, con il Libretto Famiglia esenti da tasse; aggiungendo un sabato sera e qualche festivo si arriva a 400–500 euro. Nei periodi di vacanza scolastica (Natale, Pasqua, estate) le richieste diurne aumentano per chi ha ferie o orari flessibili. Una babysitter con esperienza, formazione e tre o quattro famiglie fisse nelle grandi città supera i 600 euro al mese con un impegno di 12–15 ore a settimana, restando entro i limiti annui del Libretto Famiglia o passando al contratto domestico con la famiglia principale.
Il vantaggio rispetto ad altri lavoretti: l'energia richiesta è moderata (dopo la messa a letto, le ore serali sono tranquille), le famiglie sono fedeli per anni, e la paga è netta.
Per chi ha senso
Il babysitting come secondo lavoro ha senso per chi sta bene con i bambini davvero (loro se ne accorgono, e i genitori dopo), è affidabile e puntuale, ha sere e weekend liberi, e vuole un'entrata regolare esente da tasse con poche complicazioni. Ha senso soprattutto per studenti, per chi lavora part time, per chi ha esperienza con i bambini per lavoro o per famiglia. Non ha senso per chi lo fa solo per i soldi senza pazienza, per chi non è disposto a un incontro preliminare e a regole scritte, e per chi accetta turni da sconosciuti senza verifiche.
In sintesi
Il babysitting si paga da 8 a 20 euro l'ora secondo città, numero ed età dei bambini, orario e formazione, con le maggiorazioni per notturno e festivi. Si lavora in regola con il Libretto Famiglia dell'INPS per l'occasionale (titoli da 10 euro l'ora di cui 8 alla babysitter, compensi esenti da tasse, contributi e assicurazione inclusi, fino a 5.000 euro l'anno) e con il contratto domestico per i rapporti stabili; i contanti senza nulla lasciano tutti scoperti. Le famiglie si trovano con il passaparola chiesto, le piattaforme per le prime, le scuole e i gruppi di quartiere, e le referenze valgono più del curriculum.
La sicurezza è il cuore del lavoro: incontro preliminare sempre, scheda del bambino scritta, corso di primo soccorso pediatrico, regole durante il turno (mai solo, mai foto, mai ospiti), comunicazione con i genitori e attenzione alla propria sicurezza nei rientri notturni. Due sere a settimana rendono circa 320 euro al mese netti; con weekend e festivi 400–500; con esperienza e famiglie fisse oltre 600, con un'energia richiesta moderata e famiglie che restano per anni.