Ripetizioni private: quanto chiedere e come trovare studenti
Le ripetizioni private sono il secondo lavoro più antico che esista e uno dei pochi che non è cambiato nella sostanza: uno studente che non capisce, un adulto che sa spiegare, un'ora insieme. Sono anche il secondo lavoro con il rapporto migliore tra resa e fatica per chi ha un buon diploma o una laurea: 15–25 euro l'ora, seduti, con allievi che tornano ogni settimana per mesi. Il problema di chi inizia non è insegnare: è capire quanto chiedere senza svendersi e come trovare i primi studenti senza aspettare che arrivino.
Questo articolo indica le tariffe di mercato in Italia per materia, livello e canale, spiega come costruire il prezzo e quando alzarlo, elenca i canali con cui si trovano gli studenti (dal passaparola alle piattaforme alle scuole), descrive la lezione che fa tornare, e chiude con la forma fiscale corretta, che per le ripetizioni ha una via semplice che pochi conoscono.
Le tariffe in Italia
Le ripetizioni si pagano a ora, e il prezzo dipende da quattro variabili: la materia (le scientifiche e le lingue pagano di più), il livello dello studente (università più di superiori, superiori più di medie), il canale (in presenza più che online, diretto più che con piattaforma) e la città.
| Livello e materia | In presenza, città medie | In presenza, grandi città | Online |
|---|---|---|---|
| Elementari e medie, tutte le materie | 10–15 € | 12–18 € | 8–12 € |
| Superiori, materie umanistiche | 12–18 € | 15–22 € | 10–15 € |
| Superiori, matematica, fisica, chimica | 15–22 € | 18–28 € | 12–20 € |
| Superiori, lingue straniere | 15–20 € | 18–25 € | 12–18 € |
| Università, esami di base | 20–30 € | 25–35 € | 18–28 € |
| Università, esami specialistici (analisi, fisica, economia, diritto) | 25–40 € | 30–50 € | 25–40 € |
| Preparazione a test di ammissione e certificazioni | 25–40 € | 30–50 € | 25–40 € |
| Lezioni di gruppo (2–3 studenti, per studente) | 8–12 € | 10–15 € | 7–10 € |
Le piattaforme trattengono una commissione o applicano un modello a pass (lo studente paga per contattare), e nei primi mesi la tariffa va tenuta nella fascia bassa per raccogliere recensioni; i clienti diretti pagano la tariffa piena.
Come costruire il prezzo
Il prezzo delle ripetizioni ha tre riferimenti: il mercato della propria zona (verificabile in un'ora sugli annunci e sulle piattaforme), il proprio titolo e la propria esperienza, e il costo del tempo non pagato (spostamenti se si va a domicilio, preparazione della lezione, correzione).
Tre regole pratiche.
Non partire dal minimo del mercato. Un prezzo troppo basso attira le famiglie che cercano il prezzo e non il risultato, e segnala poca esperienza. Si parte dalla fascia media della tabella per il proprio livello, e si scende solo per i primi due-tre allievi in cambio di referenze.
Il domicilio costa di più. Se l'insegnante si sposta, il tempo di spostamento va nella tariffa: 3–5 euro in più a lezione, o la scelta di ricevere a casa propria o di lavorare online.
I pacchetti fidelizzano. Dieci lezioni pagate in anticipo con uno sconto del 10% danno allo studente un impegno e all'insegnante un'agenda piena e un incasso certo. Le lezioni si prenotano a orario fisso settimanale, e la disdetta con meno di ventiquattro ore di preavviso si paga: è la regola che protegge il tempo dell'insegnante, e le famiglie serie la accettano.
Il prezzo sale con le prove: dopo il primo anno scolastico con risultati (voti migliorati, esami superati, debiti recuperati) la tariffa si alza per i nuovi allievi, e quelli storici la raggiungono con preavviso.
Come trovare gli studenti
Il passaparola. Il canale principale, e non c'è un secondo a pari merito. Le famiglie chiedono ad altre famiglie, e un allievo che migliora porta due compagni di classe. Si alimenta chiedendo, con una frase alla fine di un percorso andato bene: "se conosce qualcuno che ha bisogno, mi faccia pure contattare". Nelle scuole i genitori parlano tra loro nei gruppi di classe, e il nome dell'insegnante che funziona circola.
Le scuole e le bacheche. Annunci nelle bacheche delle scuole (con il permesso), nelle cartolibrerie, nelle biblioteche, nei negozi del quartiere. Un annuncio chiaro: materie, livelli, titolo, zona, modalità, un contatto. Funziona ancora, soprattutto per medie e superiori.
Le piattaforme. Superprof e le piattaforme analoghe pubblicano il profilo dell'insegnante con tariffa, materie e recensioni, e gli studenti contattano pagando un pass alla piattaforma; le piattaforme di lezioni online (Preply e simili, per le lingue soprattutto) portano allievi da tutto il mondo con una commissione. Servono per le prime recensioni e per riempire i buchi; i clienti diretti del quartiere restano il cuore.
I gruppi di quartiere e di genitori. Gruppi social locali, gruppi dei genitori di una scuola, chat di quartiere: un messaggio all'inizio dell'anno scolastico e uno prima delle sessioni d'esame, con il permesso degli amministratori, porta richieste.
Le associazioni e i doposcuola. Parrocchie, associazioni, centri di aggregazione cercano insegnanti per doposcuola e recuperi, a compensi bassi ma con continuità e con un canale verso le famiglie.
I periodi giusti. La domanda esplode a settembre-ottobre (l'inizio dell'anno), a gennaio-febbraio (dopo le pagelle del primo quadrimestre), a maggio-giugno (recuperi e maturità), e per l'università prima di ogni sessione d'esame. Chi si fa trovare in quei periodi riempie l'agenda per i mesi successivi.
La lezione che fa tornare
Lo studente resta con l'insegnante che lo fa migliorare e lo fa sentire capace. Le ripetizioni che funzionano hanno alcune caratteristiche.
Parte da dove è lo studente, non da dove dovrebbe essere: la prima lezione serve a capire cosa non ha capito e da quando, spesso anni prima.
Fa fare, non fa vedere. Lo studente lavora, l'insegnante guida e corregge. Una lezione in cui parla solo l'insegnante non insegna.
Ha un obiettivo per lezione e uno per il percorso (la verifica del mese, il debito, l'esame), con un metodo che lo studente può ripetere da solo.
Comunica con i genitori, per gli studenti più giovani: un messaggio ogni due-tre lezioni su come va e su cosa fare a casa costruisce fiducia e fa rinnovare.
Insegna il metodo, non solo la materia: come si studia, come si ripassa, come si affronta la verifica. È ciò che lo studente porta con sé quando le ripetizioni finiscono, e ciò che i genitori raccontano ad altri genitori.
Online o in presenza
Le lezioni online funzionano per le lingue, per gli studenti universitari, per le materie in cui si lavora su testi e schermo, e per chi vuole studenti fuori dalla propria zona. Richiedono una lavagna digitale o una tavoletta, una buona connessione e la capacità di tenere l'attenzione a distanza. Le lezioni in presenza funzionano meglio per i più giovani, per la matematica e la fisica dove si scrive molto, e per gli studenti che hanno bisogno di presenza per concentrarsi. Molti insegnanti fanno entrambe: in presenza nel quartiere, online per gli allievi che si spostano o per i periodi di esame.
Quanto rende come secondo lavoro
Con cinque allievi fissi a una lezione settimanale da 18 euro si fanno 90 euro a settimana, circa 360 al mese, per cinque ore di lezione più la preparazione; con dieci allievi si raddoppia. Nei periodi di picco (maggio-giugno, le sessioni universitarie) le ore raddoppiano; in estate scendono, salvo i recuperi dei debiti. Un insegnante con esperienza, in una grande città, con allievi universitari, arriva a 800–1.500 euro al mese con quindici-venti ore settimanali. Il tetto è l'agenda: le ore serali e del weekend in cui gli studenti sono liberi sono le stesse per tutti.
Il fisco
Le ripetizioni hanno una via fiscale semplice che pochi conoscono: le famiglie possono pagarle con il Libretto Famiglia dell'INPS, lo strumento per le prestazioni occasionali a favore delle famiglie (ripetizioni, baby-sitting, piccoli lavori domestici, assistenza), che copre contributi e assicurazione con pochi adempimenti e senza partita IVA, entro i limiti annui previsti. In alternativa, le ripetizioni saltuarie si dichiarano come prestazioni occasionali tra i redditi diversi; con allievi fissi ogni settimana per tutto l'anno l'attività è abituale e richiede la partita IVA in regime forfettario, con il coefficiente del 78% dell'istruzione e l'imposta al 5% nei primi cinque anni. Le lezioni pagate dalle famiglie con mezzi tracciabili sono per loro detraibili in alcuni casi (per esempio le lezioni di docenti abilitati), e la famiglia che chiede la ricevuta ha una ragione: è l'insegnante che fa le cose in regola a essere scelto. Il pagamento in contanti senza nulla è il modo più diffuso e il più rischioso per entrambi.
In sintesi
Le ripetizioni private si pagano da 10–15 euro l'ora per le elementari e le medie a 25–50 per gli esami universitari specialistici, con le scientifiche e le lingue in alto, il domicilio che costa di più e l'online che costa meno; si parte dalla fascia media, si fidelizza con pacchetti e orari fissi, si alza con i risultati. Gli studenti si trovano prima di tutto con il passaparola chiesto alle famiglie soddisfatte, poi con gli annunci nelle scuole e nel quartiere, le piattaforme per le prime recensioni, i gruppi di genitori e i periodi giusti (settembre, gennaio, maggio, le sessioni d'esame). La lezione che fa tornare parte da dove è lo studente, lo fa lavorare, ha un obiettivo e insegna il metodo.
Cinque allievi fissi rendono circa 360 euro al mese, dieci il doppio, con picchi nei periodi di esame; il fisco ha la via semplice del Libretto Famiglia per le prestazioni occasionali alle famiglie, la prestazione occasionale per il saltuario e la partita IVA forfettaria per chi ha allievi fissi tutto l'anno. Chi le fa in regola viene scelto dalle famiglie che cercano il risultato, che sono quelle che restano e che portano le altre.