Web designer freelance: quanto chiedere per un sito e come strutturare il preventivo

"Quanto costa un sito?" è la domanda che ogni web designer freelance riceve prima ancora di sapere cosa serve al cliente, e la risposta sbagliata è un numero. Un sito può costare trecento euro o trentamila secondo cosa fa, per chi, con quali contenuti e con quale manutenzione, e il cliente che confronta il preventivo di un freelance con un costruttore automatico a dieci euro al mese non sta confrontando la stessa cosa. Il lavoro del web designer, prima di progettare, è spiegare cosa sta vendendo.

Questo articolo indica le tariffe di mercato in Italia per tipo di sito, spiega cosa include e cosa non include il prezzo, come si costruisce un preventivo per fasi con le clausole che proteggono, come si prezza la manutenzione, quali errori costano di più e come si risponde alla domanda sul prezzo.

Cosa vende un web designer freelance

Non "un sito", che per il cliente è una cosa sola, ma un insieme di lavori che il preventivo deve rendere visibili.

L'analisi. Capire a cosa serve il sito (farsi trovare, presentare, vendere, prenotare, raccogliere contatti), per quale pubblico, con quali concorrenti, con quali contenuti già esistenti.

La struttura. Le pagine, la navigazione, i percorsi dell'utente, gli schemi di ogni pagina prima della grafica.

Il design. L'aspetto: layout, colori, caratteri, immagini, coerenza con l'identità del cliente, resa su telefono e computer.

Lo sviluppo. La costruzione su una piattaforma (WordPress con un tema o un costruttore, Webflow, Shopify per l'e-commerce, o codice su misura), con le funzioni richieste: moduli, prenotazioni, catalogo, pagamenti, multilingua.

I contenuti. Testi, foto, video: chi li fornisce, chi li scrive, chi li ottimizza.

La messa online. Dominio, hosting, certificato, e-mail, pagine legali (privacy, cookie, condizioni), ottimizzazione di base per i motori di ricerca, collegamento agli strumenti di analisi.

La formazione e la consegna. Insegnare al cliente ad aggiornare il sito, consegnare gli accessi, documentare.

La manutenzione. Aggiornamenti, sicurezza, backup, piccole modifiche, nel tempo.

Ogni voce ha un costo, e il cliente che vede il prezzo senza vedere le voci confronta il totale con il costruttore automatico e ha ragione a chiedersi perché costa di più.

Le tariffe di mercato in Italia

Gli ordini di grandezza per un web designer freelance con una prima esperienza; i principianti stanno sotto, gli specialisti e le agenzie sopra.

Tipo di sito Fascia di prezzo Cosa comprende di norma
Landing page (una pagina con un obiettivo) 300–800 € Design, sviluppo, modulo contatti, ottimizzazione base
Sito vetrina (3–6 pagine) 800–2.000 € Struttura, design, sviluppo, pagine legali, formazione
Sito aziendale (8–15 pagine, blog, multilingua) 2.000–5.000 € Come sopra, più sezioni dinamiche e lingue
Sito con prenotazioni o area riservata 2.500–6.000 € Funzioni specifiche e integrazioni
E-commerce piccolo (fino a 50 prodotti) 2.500–6.000 € Catalogo, pagamenti, spedizioni, fiscalità, formazione
E-commerce medio (centinaia di prodotti, integrazioni) 6.000–15.000 € e oltre Integrazioni con gestionali, logistica, marketing
Restyling di un sito esistente 60–70% del prezzo di un sito nuovo equivalente Dipende da cosa si conserva
Tariffa oraria per modifiche e consulenza 30–60 € —
Manutenzione mensile 30–150 € Aggiornamenti, backup, sicurezza, piccole modifiche

I contenuti sono la variabile che più spesso manca dal preventivo e dal prezzo: un sito vetrina i cui testi vanno scritti dal web designer costa 300–800 euro in più; le foto professionali sono un costo a parte; le traduzioni anche.

Un controllo di coerenza: per un reddito netto di 1.800 euro al mese a tempo pieno in regime forfettario servono circa 34 euro per ora fatturabile. Un sito vetrina da 1.200 euro che richiede 35 ore di lavoro reale (analisi, struttura, design, sviluppo, contenuti forniti dal cliente da impaginare, messa online, formazione, riunioni) rende 34 euro l'ora: è il prezzo minimo, non quello di mercato. Lo stesso sito a 600 euro rende 17 euro l'ora, e chi lo vende così sta finanziando il cliente.

Il preventivo per fasi

Il preventivo del web designer si struttura sulle fasi del lavoro, perché le fasi rendono visibile il valore e preparano i pagamenti a tappe.

Il problema del cliente, riformulato: a cosa serve il sito, per chi, entro quando, cosa non funziona nel sito attuale se c'è.

Le fasi, ciascuna con durata e consegna:

  1. Analisi e struttura: mappa delle pagine e schemi, approvati dal cliente (una settimana).
  2. Design: proposta grafica della pagina principale e di una pagina interna, con una revisione inclusa; poi estensione a tutte le pagine (una-due settimane).
  3. Sviluppo: costruzione del sito su ambiente di prova, con le funzioni previste (due-tre settimane).
  4. Contenuti: inserimento dei testi e delle immagini forniti dal cliente entro la data concordata (una settimana dalla consegna dei materiali).
  5. Test, messa online, formazione: verifica su dispositivi, pubblicazione, un'ora di formazione, consegna degli accessi (una settimana).

Cosa è incluso: il numero di pagine, le funzioni, le pagine legali, l'ottimizzazione di base, la formazione, il periodo di assistenza dopo la pubblicazione (di norma trenta giorni per i difetti).

Cosa non è incluso, scritto: i testi (o quotati a parte), le foto e i video, le traduzioni, il dominio e l'hosting (acquistati dal cliente a proprio nome o rifatturati), la manutenzione dopo il periodo di assistenza, le campagne pubblicitarie, le funzioni non previste, la registrazione a servizi terzi.

Il prezzo, come numero unico, con tre opzioni dove ha senso (vetrina base; vetrina con blog e ottimizzazione avanzata; con prenotazioni o area riservata).

Le condizioni: acconto del 30–40% alla conferma; pagamento intermedio all'approvazione del design; saldo alla messa online, che avviene dopo il pagamento; tempi calcolati dalla conferma e dalla consegna dei materiali del cliente, con la clausola che i ritardi nei materiali spostano le date; una revisione inclusa per fase, le altre a preventivo; la proprietà del sito e dei file che passa al cliente al saldo; il dominio sempre a nome del cliente; validità dell'offerta.

Due clausole specifiche del web valgono da sole il preventivo scritto. Il dominio a nome del cliente: un sito su un dominio intestato al freelance è un problema per entrambi, oggi e alla cessazione del rapporto. La pubblicazione dopo il saldo: il sito resta sull'ambiente di prova finché il saldo non arriva; è la leva che evita quasi tutti i mancati pagamenti del settore.

La manutenzione

Il sito consegnato non è finito: la piattaforma si aggiorna, i plugin si aggiornano, la sicurezza va mantenuta, i backup vanno fatti, il cliente vuole cambiare un testo. La manutenzione è il canone che stabilizza il reddito del web designer e protegge il cliente, e va proposta alla consegna.

Tre livelli tipici: base (30–50 euro al mese: aggiornamenti, backup, controllo sicurezza), standard (60–100: come sopra più un'ora di modifiche al mese e monitoraggio), completo (100–150 e oltre: come sopra più ore aggiuntive, report, priorità). Le ore non usate non si accumulano oltre il mese, le modifiche fuori canone si fatturano a ore. Dieci clienti in manutenzione standard fanno 600–1.000 euro al mese di base ricorrente con poche ore di lavoro.

Come rispondere a "quanto costa un sito?"

La risposta è una domanda, seguita da un intervallo. "Dipende da cosa deve fare: posso farti tre domande? A cosa serve, quante pagine o prodotti, chi fornisce i contenuti." Poi: "Un sito vetrina come quello che descrivi va da X a Y secondo le funzioni; ti mando un preventivo preciso entro domani." L'intervallo detto a voce filtra i clienti che cercano il costruttore da dieci euro al mese, e a loro va consigliato quello, con cortesia: non sono clienti da freelance, e diventarlo costa più di quanto rende.

Al cliente che confronta con il costruttore automatico si spiega la differenza senza sminuire: il costruttore va bene per chi ha tempo e competenze per farlo da solo e non ha bisogno di funzioni specifiche; il freelance vende il tempo che il cliente non ha, la struttura pensata per il suo obiettivo, la resa professionale e qualcuno che risponde quando qualcosa si rompe.

Gli errori che costano di più

  • Il prezzo senza le voci, confrontato con il costruttore automatico.
  • I contenuti non definiti: il sito che aspetta i testi del cliente per sei mesi, con il saldo bloccato.
  • Nessun acconto e pubblicazione prima del saldo: il sito è online, il cliente sparisce.
  • Il dominio a nome del freelance.
  • Revisioni illimitate, con il design che cambia per mesi.
  • La manutenzione non proposta, con il cliente che chiama gratis per anni o il sito che si rompe e la colpa che ricade sul freelance.
  • Le pagine legali dimenticate: privacy, cookie e condizioni sono obblighi del cliente, ma il web designer che le omette consegna un sito non conforme.
  • La sottostima delle ore, che si corregge solo tracciando le ore reali di ogni progetto.

Le tasse

I primi siti come prestazioni occasionali con ritenuta d'acconto; con clienti regolari la partita IVA in regime forfettario, con il coefficiente del 78% dei servizi e l'imposta al 5% nei primi cinque anni. Il dominio e l'hosting, se acquistati dal freelance per il cliente, si rifatturano; nel forfettario i costi non si deducono, quindi il rifatturato entra nei ricavi: meglio farli acquistare al cliente a proprio nome, che è anche la scelta corretta per la proprietà.

In sintesi

Un sito costa da 300 euro per una landing page a oltre 15.000 per un e-commerce medio, e il web designer freelance italiano si colloca tra 800 e 2.000 euro per un sito vetrina, tra 2.000 e 5.000 per un sito aziendale, tra 2.500 e 6.000 per un e-commerce piccolo, con la manutenzione da 30 a 150 euro al mese e i contenuti sempre da definire e prezzare. Il preventivo si costruisce per fasi (analisi, design, sviluppo, contenuti, messa online), con le voci incluse ed escluse scritte, tre opzioni, pagamenti a tappe con acconto, dominio a nome del cliente e pubblicazione dopo il saldo.

Alla domanda "quanto costa?" si risponde con tre domande e un intervallo, si filtrano i clienti da costruttore automatico e si spiega cosa si vende: il tempo che il cliente non ha, la struttura pensata per il suo obiettivo e qualcuno che risponde quando qualcosa si rompe. Chi vende un sito a 600 euro senza queste regole lavora a 17 euro l'ora e finanzia il cliente.

Altre guide su Diventare freelance in Italia: la guida completa da zero al primo cliente pagante

Guida
Clienti che non pagano: contratti, acconti e solleciti per tutelarsi
Come scrivere un preventivo che viene accettato: struttura e modello
Copywriter freelance: come iniziare senza esperienza e quanto si guadagna
Da dipendente a freelance: come fare il salto senza restare senza soldi
Fiverr dall'Italia: come guadagnare davvero e perché la maggior parte molla dopo 3 mesi
Grafico freelance: portfolio, tariffe medie in Italia e canali per i clienti
Quanto farsi pagare come freelance: calcolare tariffa oraria e a progetto
Social media manager freelance: pacchetti, prezzi e dove trovare clienti
Traduttore freelance online: piattaforme, tariffe a cartella e specializzazioni
Trovare clienti freelance senza piattaforme: 12 canali che funzionano davvero
Upwork: profilo, proposte e prime recensioni quando parti da zero
Web designer freelance: quanto chiedere per un sito e come strutturare il preventivoStai leggendo
Web designer freelance: quanto chiedere per un sito