Bollette luce e gas: come cambiare fornitore e quanto si risparmia davvero
Cambiare fornitore di luce e gas è l'operazione di risparmio più pubblicizzata e meno capita: le telefonate promettono di dimezzare la bolletta, i confronti online mostrano differenze enormi, e chi cambia scopre a fine anno di aver risparmiato molto meno del promesso, o nulla. La ragione è nella struttura della bolletta, di cui solo una parte si può negoziare, e nelle offerte, che spesso sono convenienti per dodici mesi e poi no. Il risparmio esiste, è misurabile, e si ottiene con un metodo che richiede un'ora l'anno.
Questo articolo spiega com'è cambiato il mercato con la fine della tutela, come si legge una bolletta e quale parte si può negoziare, la differenza tra prezzo fisso e variabile, come si confrontano le offerte con lo strumento pubblico, quanto si risparmia davvero con i numeri di una famiglia tipo, come funziona il cambio (senza interruzioni né costi), il bonus sociale automatico, le truffe telefoniche e le altre leve che riducono la bolletta più del cambio di fornitore.
Il mercato dopo la fine della tutela
Il mercato tutelato, con prezzi fissati dall'autorità di regolazione, è finito per la maggior parte dei clienti domestici: per il gas a inizio 2024, per la luce a metà 2024. Chi non aveva scelto un'offerta è passato per la luce a un servizio a tutele graduali con condizioni definite dall'autorità per un periodo transitorio, e per il gas a un'offerta del proprio fornitore; i clienti vulnerabili (over 75, percettori di bonus sociale, disabili, utenze in isole minori o in condizioni di emergenza) mantengono un servizio di tutela dedicato. Tutti gli altri sono nel mercato libero, e la bolletta dipende dall'offerta scelta.
Il mercato libero funziona così: i fornitori comprano l'energia all'ingrosso e la rivendono con un prezzo che decidono loro, in concorrenza; la rete, il contatore e gli oneri di sistema restano regolati e uguali per tutti. Cambiare fornitore cambia il prezzo dell'energia, non il resto.
Come si legge la bolletta, e cosa si può negoziare
Una bolletta della luce si compone di quattro parti.
La spesa per la materia energia: il prezzo dell'energia consumata (in euro per kWh) più una quota fissa annua di commercializzazione. È l'unica parte che il fornitore decide e che il cambio modifica. Pesa, secondo i prezzi all'ingrosso del momento, tra il 40% e il 55% della bolletta.
La spesa per il trasporto e la gestione del contatore: la rete e il contatore, con tariffe fissate dall'autorità, uguali per tutti i fornitori. Pesa intorno al 15–20%.
Gli oneri di sistema: i costi generali del sistema elettrico, fissati dalla legge e dall'autorità, uguali per tutti. Pesano intorno al 10%.
Le imposte: le accise e l'IVA (al 10% per i consumi domestici della luce), uguali per tutti. Pesano intorno al 15%.
La bolletta del gas ha la stessa struttura, con la materia gas (prezzo in euro per metro cubo standard più quota fissa), il trasporto e la gestione del contatore, gli oneri, e imposte più pesanti (accise, addizionale regionale e IVA al 10% o al 22% oltre una soglia di consumo).
La conseguenza che ridimensiona le promesse: se il fornitore migliore costa il 20% in meno di quello attuale sulla materia energia, la bolletta scende del 10% circa, perché la materia è metà del totale. Nessun cambio di fornitore dimezza la bolletta.
Prezzo fisso o variabile
Il prezzo fisso blocca il prezzo dell'energia (euro per kWh o per metro cubo) per dodici o ventiquattro mesi: si sa quanto si paga, e se i prezzi all'ingrosso salgono si è protetti; se scendono si paga di più del mercato. Alla scadenza il fornitore propone un nuovo prezzo, spesso più alto, con un preavviso: è il momento in cui si confronta di nuovo.
Il prezzo variabile segue un indice del mercato all'ingrosso (per la luce il prezzo unico nazionale mensile, per il gas l'indice del punto di scambio virtuale) più uno spread fisso del fornitore: si paga il mercato, con il rischio di rialzi e il vantaggio dei ribassi. Lo spread è la variabile da confrontare tra le offerte variabili, insieme alla quota fissa annua.
Quale scegliere dipende dalla propria tolleranza al rischio e dal momento: quando i prezzi all'ingrosso sono bassi e stabili il fisso a un buon prezzo protegge; quando sono alti il variabile permette di seguire i ribassi. In entrambi i casi conta la quota fissa annua (che su consumi bassi pesa più del prezzo unitario) e la durata delle condizioni.
Come si confrontano le offerte
Lo strumento è il Portale Offerte dell'autorità di regolazione, pubblico e gratuito: si inseriscono il proprio consumo annuo (scritto in bolletta, in kWh per la luce e in metri cubi per il gas), la potenza impegnata e le caratteristiche dell'utenza, e il portale elenca tutte le offerte del mercato con la spesa annua stimata, ordinabile e filtrabile per tipo di prezzo, durata, condizioni. È l'unico confronto che include tutte le offerte e che usa una stima standard: i comparatori commerciali mostrano le offerte dei fornitori che li pagano.
Tre regole per leggere le offerte. Si guarda la spesa annua stimata, non il prezzo unitario, perché la quota fissa cambia il conto sui consumi bassi. Si controlla per quanto tempo valgono le condizioni e cosa succede dopo (molte offerte hanno un prezzo promozionale per dodici mesi e poi un prezzo rinegoziabile dal fornitore). Si leggono i costi accessori: la quota fissa, i costi per la bolletta cartacea, i servizi aggiuntivi in abbonamento, le penali (che per i clienti domestici non sono ammesse per il recesso, ma esistono sconti condizionati alla permanenza).
Quanto si risparmia davvero
Una famiglia tipo con un consumo di 2.700 kWh l'anno di luce e 1.400 metri cubi di gas, con una spesa complessiva che ai prezzi recenti sta intorno ai 900–1.100 euro per la luce e 1.400–1.800 per il gas secondo il periodo e la zona.
| Situazione | Risparmio annuo realistico |
|---|---|
| Da un'offerta scaduta con prezzo rinegoziato al rialzo a una buona offerta di mercato | 150–300 € su luce e gas insieme |
| Da un'offerta media a una delle migliori del Portale | 60–150 € |
| Tra due buone offerte | 20–50 € |
| Da un'offerta con servizi aggiuntivi non richiesti a una pulita | 50–150 € (i servizi da soli) |
Il risparmio dipende da dove si parte: chi non ha mai confrontato e ha un prezzo rinegoziato dal fornitore dopo la scadenza risparmia di più; chi confronta ogni anno risparmia cifre piccole a ogni cambio. In media, una famiglia che confronta una volta l'anno e cambia quando conviene risparmia tra 100 e 250 euro l'anno rispetto a chi non lo fa mai. Non è il dimezzamento delle telefonate; è un'ora l'anno per il costo di un mese di gas.
Come funziona il cambio
Il cambio di fornitore è gratuito, non interrompe la fornitura (la rete e il contatore restano gli stessi), non richiede lavori, e lo gestisce il nuovo fornitore: si sottoscrive l'offerta (online, con i dati della bolletta attuale: il codice dell'utenza, l'intestatario, il consumo), il nuovo fornitore comunica il passaggio, e dopo uno-due mesi la fornitura passa. Il vecchio fornitore emette la bolletta di chiusura con i conguagli; il nuovo la prima bolletta. Il recesso dal vecchio contratto per i clienti domestici è libero e senza penali, con il preavviso gestito dal nuovo fornitore. Per il primo periodo dopo il cambio esiste un diritto di ripensamento di quattordici giorni.
Da controllare: che l'intestatario e il codice dell'utenza siano corretti, che la data di attivazione e le condizioni corrispondano a ciò che è stato sottoscritto, che la prima bolletta applichi il prezzo promesso.
Il bonus sociale
Le famiglie con un ISEE sotto la soglia prevista (intorno ai 9.500 euro, elevata a 20.000 per le famiglie con almeno quattro figli a carico) e quelle con componenti in gravi condizioni di salute che usano apparecchiature elettromedicali hanno diritto al bonus sociale per luce, gas e acqua: uno sconto in bolletta di alcune centinaia di euro l'anno secondo il numero di componenti e i consumi. Dal 2021 il bonus per disagio economico è automatico: basta presentare la dichiarazione ISEE ogni anno, e lo sconto arriva in bolletta senza domanda. Chi ha un ISEE basso e non presenta la dichiarazione lo perde: è il risparmio più grande che una famiglia in difficoltà può ottenere sulle bollette, e non dipende dal fornitore.
Le truffe telefoniche
Il mercato libero ha una piaga: le telefonate di finti operatori che si presentano come il fornitore attuale o come l'autorità, annunciano aumenti o "adeguamenti obbligatori", chiedono di leggere il codice dell'utenza e i dati in bolletta "per verificare", e con quelli attivano un contratto con un altro fornitore che il cliente non ha scelto, a condizioni peggiori. Le regole: il fornitore attuale non chiama per far firmare nulla; l'autorità non chiama nessuno; il codice dell'utenza e i dati della bolletta non si leggono al telefono a chi chiama; i contratti si sottoscrivono solo dopo aver confrontato sul Portale e sul sito del fornitore scelto; il registro delle opposizioni riduce le chiamate; e chi scopre un contratto non richiesto ha diritto al ripristino del fornitore precedente e può segnalare all'autorità e denunciare.
Le altre leve, che valgono più del cambio
Il cambio di fornitore agisce su metà della bolletta; i consumi agiscono su tutta.
La potenza impegnata della luce: molte famiglie hanno 4,5 o 6 kW e ne userebbero 3; ridurla abbassa la quota fissa del trasporto (con un costo una tantum contenuto per la modifica).
Le fasce orarie: le offerte biorarie o triorarie convengono a chi concentra i consumi la sera e nel weekend; le monorarie a chi consuma di giorno.
Gli elettrodomestici: il frigorifero vecchio, lo scaldabagno elettrico, l'asciugatrice sono le voci che decidono i kWh; la classe energetica e le abitudini (temperature, cicli pieni, spegnimento degli stand-by) valgono centinaia di euro l'anno.
Il riscaldamento: un grado in meno di temperatura interna riduce il consumo di gas di circa il 6–7%; le valvole termostatiche, la manutenzione della caldaia, gli infissi valgono più di qualunque offerta.
L'autolettura per evitare le stime e i conguagli, e la domiciliazione che evita i ritardi e a volte dà sconti.
In sintesi
Con la fine del mercato tutelato quasi tutte le famiglie sono nel mercato libero, dove il fornitore decide solo il prezzo della materia energia (il 40–55% della bolletta): trasporto, oneri e imposte sono uguali per tutti, e un prezzo dell'energia più basso del 20% riduce la bolletta del 10%. Le offerte si confrontano sul Portale Offerte dell'autorità, con la spesa annua stimata sul proprio consumo, scegliendo tra fisso (protetto dai rialzi, con il prezzo che alla scadenza va riconfrontato) e variabile (indice più spread), e leggendo quota fissa, durata delle condizioni e costi accessori.
Una famiglia che confronta una volta l'anno risparmia 100–250 euro l'anno rispetto a chi non lo fa, con il cambio gratuito, senza interruzioni e gestito dal nuovo fornitore in uno-due mesi; il bonus sociale automatico con l'ISEE vale di più per chi ne ha diritto e richiede solo la dichiarazione annuale; le telefonate dei finti operatori si gestiscono non leggendo mai i dati della bolletta a chi chiama. E le leve sui consumi (potenza impegnata, fasce, elettrodomestici, un grado in meno) agiscono su tutta la bolletta, non su metà.