Come funziona un link di affiliazione: tracciamento, cookie e attribuzione dell'ultimo clic

Il link di affiliazione è il pezzo di tecnologia su cui si regge tutto il settore, e la maggior parte degli affiliati lo usa senza sapere cosa fa: lo copia dal pannello, lo incolla, aspetta. Quando le commissioni non arrivano ("ho mandato cinquanta persone e non risulta nulla"), la ragione sta quasi sempre nel meccanismo: il cookie scaduto, il clic di un altro affiliato che ha sovrascritto il proprio, il blocco del browser, il link modificato che ha perso l'identificativo, l'acquisto fuori dalle regole del programma. Questo articolo spiega il link da dentro, con la precisione che serve a capire perché una vendita viene attribuita e perché no.

Si spiegano la struttura di un link di affiliazione (l'indirizzo, l'identificativo, i parametri), cosa succede al clic (il redirect e il tracciamento), il cookie (cosa contiene, quanto dura, la differenza tra cookie di prima e di terza parte), l'attribuzione dell'ultimo clic con gli esempi, i casi in cui la commissione si perde (i dieci più frequenti), il ruolo dei parametri personalizzati per capire cosa converte, e le regole sui link (l'accorciamento, il mascheramento, la trasparenza); il link si verifica prima di pubblicare cliccandolo in navigazione privata e controllando che il clic compaia nel report.

Un link di affiliazione è un indirizzo web con qualcosa in più: un identificativo che dice al sistema dell'azienda o del network da quale affiliato arriva il visitatore. Due forme sono comuni.

Il link diretto con parametri. L'indirizzo del prodotto sul sito dell'azienda seguito da un parametro (dopo il punto interrogativo) che contiene il codice dell'affiliato: qualcosa come sito-azienda.it/prodotto?tag=codiceaffiliato. È il caso dei programmi diretti come quello di Amazon, dove il tag identifica l'account dell'affiliato e, opzionalmente, il canale (con i tracking ID diversi per il blog, la newsletter, il video).

Il link con redirect. Un indirizzo del network (o del programma) che contiene l'identificativo dell'affiliato e quello dell'azienda, e che al clic reindirizza il visitatore verso il sito dell'azienda: qualcosa come network.com/click?affiliato=123&merchant=456&url=.... Il passaggio attraverso il server del network è il momento in cui il clic viene registrato e il cookie viene depositato. È il caso dei network e di molti programmi diretti.

In entrambi i casi il link può contenere parametri aggiuntivi che l'affiliato imposta per sé (il nome del contenuto, la posizione del link, la campagna) e che compaiono nei report: sono il modo di sapere quale articolo, quale bottone, quale video ha prodotto la vendita.

Cosa succede al clic

Il visitatore clicca. Se il link è con redirect, il browser chiama il server del network, che in pochi millisecondi: registra il clic (l'identificativo dell'affiliato, l'azienda, l'ora, i parametri, informazioni tecniche sul dispositivo), deposita il cookie nel browser del visitatore o passa i dati al sito dell'azienda perché lo faccia lui, e reindirizza al prodotto. Se il link è diretto, il sito dell'azienda legge il parametro e deposita il cookie. Il visitatore vede la pagina del prodotto, a volte con l'indirizzo "pulito" (il parametro è stato letto e rimosso), e da quel momento è "attribuito" all'affiliato per la durata del cookie.

Il clic registrato è ciò che compare nel report come "clic": non è una vendita, e il rapporto tra clic e vendite (il tasso di conversione) è il numero che l'affiliato guarda ogni settimana.

Cosa contiene. L'identificativo dell'affiliato, la data e l'ora del clic, l'identificativo della campagna o del link, e a volte l'identificativo del clic stesso: abbastanza per collegare un acquisto futuro a quel clic.

Quanto dura. La durata è fissata dal programma: 24 ore per Amazon (con l'estensione a 90 giorni per i prodotti messi nel carrello entro le 24 ore), 30 giorni per molti programmi di e-commerce, 45–90 giorni per molti servizi e software, fino a 120 giorni o più per alcuni programmi che vogliono premiare chi porta clienti a cicli di decisione lunghi. La durata è il primo dato da leggere quando si valuta un programma, perché decide quanti degli acquisti "ritardati" vengono pagati: chi promuove prodotti che si comprano dopo giorni di riflessione (un materasso, un software aziendale) con un cookie di 24 ore perde la maggior parte delle commissioni.

Prima o terza parte. Il cookie depositato dal sito dell'azienda (il dominio su cui il visitatore si trova) è di prima parte e i browser lo accettano; quello depositato dal server del network, con un dominio diverso, è di terza parte, e i browser moderni lo bloccano o lo limitano (Safari e Firefox da anni, Chrome con restrizioni progressive). Per questo i network e i programmi seri sono passati a tecniche di tracciamento server to server e a cookie di prima parte impostati dal sito dell'azienda su indicazione del network: il tracciamento non dipende più dal cookie di terza parte. L'affiliato lo verifica leggendo la documentazione tecnica del programma ("tracciamento cookieless", "first-party", "server-side").

L'attribuzione dell'ultimo clic

Se il visitatore, prima di comprare, ha cliccato i link di più affiliati, il sistema deve decidere a chi attribuire la vendita, e la regola prevalente nel settore è l'ultimo clic: la commissione va all'affiliato il cui link è stato cliccato per ultimo, e ogni nuovo clic su un link di affiliazione sovrascrive il cookie precedente.

Tre esempi. Il primo: il lettore legge la recensione di un blog il lunedì e clicca il link (cookie di 30 giorni), il giovedì compra senza cliccare altro: la commissione va al blog. Il secondo: il lettore legge la recensione del blog il lunedì e clicca, il giovedì cerca su un motore di ricerca un codice sconto, trova un sito di coupon, clicca il suo link e compra: la commissione va al sito di coupon, che ha l'ultimo clic, e il blog che ha fatto tutto il lavoro di convincimento non riceve nulla. È il meccanismo che rende i siti di codici sconto redditizi e frustranti per chi produce contenuti, e la ragione per cui alcuni programmi escludono i siti di coupon o adottano regole diverse. Il terzo: il lettore clicca il link di Amazon il lunedì e compra il mercoledì, dopo 48 ore, senza aver messo il prodotto nel carrello: nessuna commissione, il cookie di 24 ore è scaduto.

Alcuni programmi e network adottano regole diverse: il primo clic (premia chi ha portato il visitatore per primo), l'attribuzione ripartita tra i clic del percorso, o regole per tipo di affiliato (i contenuti prevalgono sui coupon). Sono minoranza, e il programma le dichiara nei termini: l'affiliato che produce contenuti li cerca.

I dieci casi in cui la commissione si perde

  1. Il cookie è scaduto: l'acquisto avviene oltre la durata prevista.
  2. Un altro affiliato ha l'ultimo clic: il coupon, il comparatore, un altro contenuto.
  3. Il visitatore ha cambiato dispositivo: ha cliccato dal telefono e comprato dal computer, e il cookie è sul telefono (il tracciamento tra dispositivi funziona solo se il visitatore è connesso allo stesso account del negozio su entrambi, e non tutti i programmi lo supportano).
  4. Il browser ha bloccato il cookie: la navigazione privata, i blocchi dei cookie di terza parte, le estensioni antitracciamento, la cancellazione dei cookie prima dell'acquisto.
  5. Il link era rotto: l'identificativo perso nel copia-incolla, il parametro rimosso da un accorciatore o da un'app di messaggistica, il link copiato dal browser dopo il redirect (senza il tag).
  6. L'acquisto è escluso dal programma: la categoria non pagata, il prodotto venduto da terzi non incluso, il servizio con regole proprie, l'acquisto in un paese diverso (il link italiano non paga gli acquisti sul sito francese, salvo i programmi con il reindirizzamento internazionale).
  7. L'acquisto è stato annullato o reso: la commissione, prima confermata, viene stornata.
  8. L'acquisto viola le regole: l'affiliato che compra con il proprio link, i familiari, gli incentivi non consentiti, il traffico vietato (pubblicità sul nome del marchio, e-mail non richieste).
  9. La conversione non è ancora confermata: il periodo di reso non è passato e il report la mostra "in attesa".
  10. Il visitatore ha usato un'app: alcuni link non tracciano se il sito dell'azienda si apre nell'app invece che nel browser, salvo i programmi con il tracciamento in app.

L'affiliato che conosce i dieci casi legge i propri report in modo diverso: un tasso di conversione basso può essere un problema di contenuto o un problema di cookie, e i due si correggono in modi diversi.

I parametri personalizzati: sapere cosa converte

I programmi consentono di aggiungere al link un parametro libero (il "sub ID", il "tracking ID", il "clickref") che compare nei report accanto a ogni clic e a ogni vendita: l'affiliato lo usa per distinguere i contenuti (recensione-macchina-x, guida-2026), le posizioni (bottone-alto, tabella, fondo), i canali (blog, newsletter, video). È lo strumento con cui si scopre che il bottone in alto converte il triplo della tabella, che la newsletter converte più del blog, che una recensione produce vendite e un'altra solo clic; senza parametri, l'affiliato ha un totale e nessuna informazione.

L'accorciamento e il mascheramento. Molti affiliati accorciano i link (con un servizio o con un redirect del proprio sito) per estetica e gestione; è consentito dalla maggior parte dei programmi con una condizione: il visitatore deve poter capire che il link porta a un sito commerciale e che è affiliato, e il mascheramento non deve nascondere la destinazione. Alcuni programmi (Amazon tra questi) vietano di offuscare i link in modo che non sia riconoscibile la destinazione. La regola pratica: accorciare per gestione sì, nascondere no.

La trasparenza. In Italia la natura commerciale dei link va dichiarata prima dei link, in ogni contenuto che li contiene, per le regole dell'AGCM e dell'Istituto dell'autodisciplina pubblicitaria e per i termini dei programmi; l'articolo dedicato del cluster spiega come.

I canali. I programmi indicano dove i link si possono usare (il sito, i social, i video, la newsletter con le regole) e dove no (le e-mail non richieste, la pubblicità sul nome del marchio, i contenuti offline per alcuni programmi): il link usato in un canale vietato fa perdere le commissioni e l'account.

In sintesi

Un link di affiliazione è un indirizzo con un identificativo dell'affiliato, diretto con parametri (come il tag di Amazon) o con redirect attraverso il server del network; al clic il sistema registra il clic, deposita un cookie (o traccia server to server) e reindirizza al prodotto. Il cookie contiene l'identificativo e la data, dura quanto stabilisce il programma (24 ore per Amazon con 90 giorni per il carrello, 30 giorni per molti e-commerce, 45–120 per servizi e software) e decide quanti acquisti ritardati vengono pagati; i cookie di terza parte sono bloccati dai browser, e i programmi seri usano cookie di prima parte, tracciamento server to server e codici. L'attribuzione segue di norma l'ultimo clic, con ogni nuovo clic che sovrascrive il precedente: il sito di coupon cliccato per ultimo prende la commissione del blog che ha convinto, salvo i programmi con regole diverse.

La commissione si perde per dieci ragioni (cookie scaduto, ultimo clic altrui, cambio di dispositivo, cookie bloccato, link rotto, acquisto escluso, reso, violazione delle regole, conferma in attesa, acquisto in app), che spiegano i report meglio di ogni ipotesi sul contenuto; i parametri personalizzati dicono quale contenuto, posizione e canale converte; si può accorciare per gestione ma non nascondere, va dichiarato come affiliato prima del link e usato solo nei canali consentiti.

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