Siti di affiliazione oggi: si guadagna ancora con Google con le risposte AI nei risultati?
La domanda che ogni affiliato si fa nel 2026 ha una risposta in due parti. La prima è che i siti di affiliazione costruiti sui contenuti informativi hanno perso una quota rilevante del traffico da Google, perché le risposte generate dall'intelligenza artificiale in cima ai risultati (le panoramiche AI, e la modalità conversazionale che le affianca) rispondono alla domanda senza far cliccare, e i dati degli studi indipendenti lo misurano con numeri pesanti. La seconda è che le ricerche commerciali con intenzione d'acquisto, che sono quelle da cui l'affiliazione ha sempre guadagnato, hanno perso molto meno, che le risposte AI citano e linkano le fonti con esperienza vera, e che i siti costruiti sulla prova d'uso reggono e in alcuni casi crescono mentre i siti fatti di schede riscritte spariscono. Questo articolo dà i dati, spiega cosa viene colpito e cosa no, e dice cosa fanno i siti che reggono.
Si spiegano cosa è cambiato nei risultati di Google (le panoramiche AI, la modalità AI, i risultati senza clic), i dati 2025–2026 sul traffico perso (gli studi e le loro cifre, con le differenze tra tipi di ricerca), cosa viene colpito di più e cosa di meno, perché il commerciale con prova d'uso regge (le tre ragioni), cosa fanno i siti di affiliazione che reggono (le sette mosse), cosa non funziona più, i numeri realistici di un sito di affiliazione oggi rispetto a tre anni fa, e la risposta alla domanda.
Cosa è cambiato nei risultati
Dal 2024 Google mostra sopra i risultati organici, per una quota crescente di ricerche, una risposta generata dall'AI (le panoramiche) che sintetizza le fonti e cita alcune pagine con i link; nel 2025 ha aggiunto una modalità conversazionale in cui la ricerca diventa un dialogo, e all'inizio del 2026 ha collegato le due cose con un passaggio diretto dalla panoramica alla conversazione. Le panoramiche compaiono, secondo le rilevazioni del 2026, in una quota di ricerche tra il 30% e il 50% secondo il mercato e il dispositivo, con la presenza massima sulle ricerche informative (le domande "come", "cosa", "perché") e sulla salute, e minima sulle ricerche con nomi di prodotti e marchi e su quelle transazionali. Il risultato è un aumento delle ricerche senza clic: la maggioranza delle ricerche informative si conclude senza visitare alcun sito.
I dati 2025–2026
Gli studi indipendenti convergono sulla direzione e differiscono sull'entità.
- Il tasso di clic sul primo risultato organico per le ricerche in cui compare una panoramica AI è sceso, secondo l'analisi di Ahrefs pubblicata a febbraio 2026 su dati di Search Console, di circa il 58% rispetto al periodo precedente alle panoramiche (dal 7,6% all'1,6% sulle ricerche informative); la stessa società misurava un calo del 34,5% otto mesi prima: l'effetto cresce con la maturità della funzione.
- Seer Interactive, su 25 milioni di impressioni di 42 organizzazioni, ha misurato un calo del tasso di clic organico del 61% (dall'1,76% allo 0,61%) quando la panoramica è presente, e del 68% per gli annunci a pagamento, con l'83% delle ricerche con panoramica che si chiude senza clic.
- Pew Research, su 68.000 ricerche reali di utenti americani, ha rilevato clic sui risultati nell'8% delle ricerche con panoramica contro il 15% senza.
- Sistrix, sul mercato italiano, ha stimato cali annui del traffico organico del 38% per i siti informativi generalisti, del 42% per la salute, del 31% per la tecnologia, del 34% per i viaggi e del 29% per la finanza personale.
- Il dato in controtendenza: i siti citati dentro le panoramiche ottengono un tasso di clic organico superiore di circa il 35% rispetto a quelli non citati (Seer), e le ricerche con il nome di un marchio hanno visto il tasso di clic aumentare dove la panoramica compare (Amsive).
Le cifre sono medie su ricerche informative e mercati anglosassoni per la maggior parte, e il mercato italiano segue con qualche mese di ritardo e con la stessa direzione.
Cosa viene colpito di più, e cosa di meno
Colpito di più: le ricerche informative con una risposta univoca ("cosa è", "come funziona", "differenza tra"), le definizioni, le guide generiche, la salute, le domande a cui bastano tre righe; i siti costruiti su questo traffico (e monetizzati con la pubblicità) hanno perso un terzo o la metà delle visite in due anni.
Colpito di meno: le ricerche commerciali con intenzione d'acquisto ("migliore X per Y", "X contro Y", "recensione X", "X vale la pena"), dove il lettore vuole un giudizio di chi ha usato il prodotto e un link per comprare, e dove la panoramica AI, quando compare, cita le recensioni con esperienza come fonti; le ricerche con il nome di un prodotto o di un marchio; le ricerche transazionali; le ricerche locali. I siti di affiliazione costruiti su queste ricerche hanno perso, secondo le esperienze riportate dal settore nel 2025–2026, dal 10% al 25% del traffico organico, e alcuni con la prova d'uso e le citazioni sono stabili o in crescita.
Perché il commerciale con prova d'uso regge
Il lettore vuole ciò che l'AI non ha. Una panoramica AI può riassumere le specifiche di una macchina espresso e dire quali sono le più vendute; non può dire com'è il rumore alle sette di mattina, quanto ci vuole a pulirla, cosa si è rotto dopo un anno, e se comprarla con un certo budget e una certa cucina. Chi sta per spendere 400 euro cerca quella risposta e clicca sul sito che la ha.
Le panoramiche citano le fonti con esperienza. Per rispondere alle ricerche commerciali il sistema attinge alle recensioni con dati originali, misure, immagini proprie, e le cita con il link: il sito che è la fonte riceve una parte dei clic (il 35% in più rispetto ai non citati), e la citazione è una nuova forma di visibilità che premia esattamente ciò che i sistemi di qualità premiavano già.
Il giudizio è la merce. L'affiliazione vive del consiglio, e il consiglio di una persona con esperienza verificabile è l'unica cosa che un riassunto non sostituisce; i siti che vendevano riassunti (le schede riscritte, le liste dei dieci) vendevano ciò che l'AI ora dà gratis, e sono spariti per questo.
Cosa fanno i siti di affiliazione che reggono
- Spostano il baricentro sul commerciale: il 60–70% delle pagine sulle ricerche con intenzione d'acquisto, e i contenuti informativi ridotti a ciò che serve per la fiducia e per i link interni, non come fonte di traffico.
- Producono ciò che l'AI non produce: le prove d'uso con misure e immagini proprie, i confronti fisici, i "dopo un anno", i difetti concreti, i dati originali che le panoramiche citano.
- Rispondono alle domande specifiche in modo diretto: i sottotitoli che sono domande, le risposte nelle prime righe, le tabelle, per essere la fonte citata e per il lettore che scorre.
- Costruiscono un nome: l'autore riconoscibile con la competenza, il sito con un'identità nella nicchia, le ricerche con il nome del sito che crescono (le ricerche di marca sono le meno colpite).
- Portano il pubblico su canali propri: la newsletter, il canale video, la comunità: il traffico che non dipende dai risultati di ricerca e che torna direttamente sulle pagine che convertono.
- Misurano l'EPC e non le posizioni: una pagina che ha perso il 30% dei clic e mantiene l'EPC ha perso i clic informativi che non convertivano; le decisioni si prendono sulle commissioni per pagina.
- Diversificano i programmi e i canali: le commissioni non dipendono da una sola fonte di traffico né da un solo programma.
Cosa non funziona più
I siti di "cosa è" e "come funziona" monetizzati con la pubblicità e con qualche link. Le liste dei dieci migliori prodotti compilate dalle schede. I contenuti generati in serie senza esperienza (colpiti due volte: dai sistemi di qualità e dalle panoramiche che li rendono superflui). Le pagine sottili che esistono per il link. La strategia "cento nicchie con cento siti": l'autorevolezza su una nicchia è ciò che fa citare e cliccare, e non si costruisce su cento. E l'idea che la SEO sia finita: è finita la SEO dei riassunti, e continua quella dell'esperienza.
I numeri realistici oggi
Un sito di affiliazione in una nicchia media, maturo, con la prova d'uso: tre anni fa 50.000 visite al mese di cui 15.000 commerciali e 1.500–3.000 euro di commissioni; oggi 35.000 visite di cui 12.000 commerciali e 1.300–2.700 euro, con il traffico informativo dimezzato e quello commerciale sceso del 20%, l'EPC per pagina commerciale stabile o in crescita (le visite rimaste convertono di più), e una quota di traffico da newsletter e video che tre anni fa non esisteva. Il sito informativo con pubblicità: da 200.000 visite e 1.500 euro di pubblicità a 100.000 visite e 700 euro. Il sito di schede riscritte: sparito. Sono ordini di grandezza coerenti con i dati del settore, e la variabilità tra nicchie è alta (la salute e le definizioni colpite di più, la tecnologia con prova d'uso e i software di meno).
La risposta
Si guadagna ancora con un sito di affiliazione, con tre condizioni che tre anni fa erano consigli e oggi sono requisiti: il traffico commerciale con intenzione d'acquisto come base, la prova d'uso vera come contenuto, e i canali propri come assicurazione. Il traffico è più piccolo e converte di più, le commissioni dei siti fatti bene sono scese meno delle visite, e la concorrenza dei siti fatti male è sparita. Chi inizia oggi in una nicchia con esperienza e sottonicchia aperta ha meno traffico da conquistare e meno concorrenti veri di tre anni fa; chi inizia con i riassunti non ha nulla da conquistare. E la domanda da farsi ogni trimestre non è "quanto traffico ho perso" ma "quanto vale ogni visita commerciale che ho": il numero che decide se il sito paga.
In sintesi
Nel 2026 le risposte AI in cima ai risultati di Google compaiono nel 30–50% delle ricerche (soprattutto informative e sulla salute) e riducono i clic in modo misurato: −58% sul primo risultato per le ricerche informative con panoramica secondo Ahrefs (febbraio 2026), −61% sul tasso di clic organico e 83% di ricerche senza clic secondo Seer, l'8% di clic contro il 15% secondo Pew, e in Italia cali annui del 29–42% per i siti informativi secondo Sistrix; ma i siti citati nelle panoramiche hanno un tasso di clic superiore del 35% e le ricerche di marca crescono. Sono colpite le ricerche informative con risposta univoca, le definizioni, la salute e i siti che ci vivevano con la pubblicità; sono colpite molto meno le ricerche commerciali con intenzione d'acquisto, quelle con nomi di prodotti e marchi, le transazionali e le locali, e i siti di affiliazione con prova d'uso hanno perso il 10–25% del traffico con l'EPC stabile o in crescita.
Il commerciale con prova d'uso regge perché il lettore vuole ciò che l'AI non ha (l'esperienza), perché le panoramiche citano le fonti con dati originali e perché il giudizio è la merce; i siti che reggono spostano il baricentro sul commerciale, producono prove d'uso e dati originali, rispondono alle domande in modo diretto, costruiscono un nome, portano il pubblico su newsletter e video (Google dal 80–90% al 50–70% del traffico), misurano l'EPC e diversificano. Non funzionano più i siti di definizioni, le liste dalle schede, i contenuti generati in serie e le cento nicchie. Un sito medio maturo è passato da 50.000 visite e 1.500–3.000 euro a 35.000 e 1.300–2.700, con meno concorrenti veri; si guadagna ancora con traffico commerciale, prova d'uso e canali propri, misurando quanto vale ogni visita commerciale e non quante se ne sono perse.