I migliori programmi di affiliazione in Italia: come valutarli (commissioni, durata cookie, pagamenti)
Le liste dei "migliori programmi di affiliazione" hanno lo stesso difetto delle liste delle migliori aziende di ogni settore: sono scritte da chi guadagna se il lettore si iscrive attraverso il suo link, ordinano per commissione nominale (che è il dato meno importante) e non conoscono il pubblico di chi legge. Il programma migliore per un blog di cucina è pessimo per un canale di finanza personale, e un programma al 40% con un cookie di 24 ore e una conversione dello 0,5% paga meno di uno al 5% con 30 giorni e il 4%. Questo articolo non dà una classifica: dà i dieci criteri con cui si valuta qualunque programma, la griglia per confrontarne tre, dove cercarli per settore e i segnali che escludono.
Si spiegano perché la commissione nominale inganna (l'EPC come misura vera), i dieci criteri con il test di ciascuno (la commissione e la sua base, la durata del cookie e l'attribuzione, l'EPC e il tasso di conversione, la validazione e gli storni, i pagamenti, le regole sui canali, la stabilità del programma, gli strumenti e i dati, la coerenza con il pubblico, il rapporto con il gestore), la griglia di valutazione, dove si trovano i programmi per settore, e i segnali che escludono un programma.
Perché la commissione nominale inganna
Il guadagno di un programma per l'affiliato è clic × tasso di conversione × valore medio × commissione × (1 − storni), e la commissione è uno solo dei cinque fattori. Un programma al 40% su un prodotto da 50 euro con l'1% di conversione e un cookie di 24 ore produce, su mille clic, 200 euro; uno al 5% su un prodotto da 150 euro con il 5% di conversione e 30 giorni produce 375. La misura che unifica i cinque fattori è l'EPC (il guadagno per clic), che i network pubblicano per ogni programma (l'EPC medio degli affiliati) e che l'affiliato calcola sui propri numeri dopo il primo mese. Chi sceglie i programmi guardando la commissione sceglie male; chi guarda l'EPC e i fattori che lo compongono sceglie bene.
I dieci criteri
1. La commissione e la sua base
Non solo la percentuale, ma su cosa si calcola: il prezzo con o senza IVA, il primo acquisto o tutti gli acquisti del cliente, il prodotto linkato o l'intero carrello, i nuovi clienti o anche quelli già registrati (molti programmi pagano meno o nulla sugli acquisti dei clienti esistenti). E le fasce: alcune categorie a zero, le percentuali che cambiano con il volume. Il test: leggere la tabella per intero, non il numero in cima.
2. La durata del cookie e l'attribuzione
Quanti giorni e con quale regola (l'ultimo clic sovrascrive? I coupon sono esclusi? Esiste il tracciamento tra dispositivi?). Per i prodotti a decisione lunga il cookie di 30 giorni vale più di dieci punti di commissione. Il test: la durata confrontata con il tempo che il proprio pubblico impiega a decidere quel tipo di acquisto.
3. L'EPC e il tasso di conversione
Il network mostra l'EPC medio del programma (spesso per 100 clic) e a volte il tasso di conversione medio: sono i dati che dicono come il programma converte per gli altri affiliati, e permettono il confronto tra programmi con modelli diversi. Il test: l'EPC del programma confrontato con quello dei programmi simili nella stessa categoria; un EPC molto basso con una commissione alta significa che il sito converte male (prezzo, pagina, processo).
4. La validazione e gli storni
Quanto tempo passa tra la vendita e la conferma (i giorni del periodo di reso o di prova), quale quota delle vendite viene stornata in media (i resi, le frodi, i clienti non validi), e con quali motivazioni. Il test: il tasso di conferma (le vendite confermate sulle registrate), che i network mostrano; sotto il 70–80% il programma ha un problema.
5. I pagamenti
La soglia minima (da 20 a 100 euro), la cadenza (mensile, bimestrale), i tempi (30, 60, 90 giorni dopo il mese), i metodi (bonifico, con eventuali costi; PayPal; altri) e la valuta; e la documentazione che arriva per il fisco. Il test: i termini di pagamento letti, e le recensioni degli affiliati sui ritardi (i programmi che pagano in ritardo sono il segnale che precede quelli che non pagano).
6. Le regole sui canali
Dove i link si possono usare e dove no: la pubblicità a pagamento (quasi sempre vietata sul nome del marchio), le e-mail e le newsletter, i social, i coupon, le comparazioni di prezzo, i contenuti incentivati, il cashback. Il test: il proprio canale principale confrontato con l'elenco dei canali vietati; un programma che vieta la newsletter non serve a chi lavora con la newsletter.
7. La stabilità del programma
Da quanto esiste, quante volte ha cambiato la tabella delle commissioni negli ultimi anni (e in che direzione), se ha mai chiuso o sospeso l'affiliazione, se l'azienda è solida (i programmi chiudono quando l'azienda ha problemi, e le commissioni maturate seguono la sorte scritta nei termini). Il test: la ricerca del nome del programma con "commissioni ridotte", "chiuso", "ritardi", e la lettura dei termini alla voce "modifiche" e "cessazione".
8. Gli strumenti e i dati
I link profondi (a qualunque pagina, non solo alla home), i parametri personalizzati per tracciare i contenuti, le API o i feed dei prodotti per prezzi e disponibilità, i banner e i materiali, i report con il dettaglio per link, per prodotto e per giorno, le notifiche. Il test: il pannello provato, e la possibilità di rispondere alla domanda "quale mio contenuto ha prodotto questa vendita".
9. La coerenza con il pubblico
Il prodotto è ciò che il proprio pubblico cerca e comprerebbe senza il link? Il prezzo è coerente con il pubblico? La pagina di destinazione è buona (il sito converte)? L'azienda tratta bene i clienti (recensioni, assistenza, resi)? Il test: l'acquisto di prova fatto come cliente, e la domanda se si consiglierebbe quel prodotto a un amico senza commissione. Un programma ottimo su un prodotto che il pubblico non vuole ha un EPC di zero.
10. Il rapporto con il gestore
L'esistenza di un referente (l'affiliate manager) che risponde, che fornisce materiali e dati, che negozia condizioni migliori quando i volumi crescono (il cluster dedica un articolo alla negoziazione); i programmi con un gestore attivo hanno affiliati che guadagnano di più. Il test: un'e-mail al gestore con una domanda concreta prima di iscriversi, e il tempo e la qualità della risposta.
La griglia di valutazione
| Criterio | Peso | Programma A | Programma B | Programma C |
|---|---|---|---|---|
| Commissione e base | 2 | |||
| Cookie e attribuzione | 2 | |||
| EPC e conversione | 3 | |||
| Validazione e storni | 2 | |||
| Pagamenti | 1 | |||
| Regole sui canali | eliminatore | |||
| Stabilità | 2 | |||
| Strumenti e dati | 1 | |||
| Coerenza con il pubblico | 3 | |||
| Rapporto con il gestore | 1 |
Si assegna a ogni criterio un punteggio da 1 a 5, si moltiplica per il peso e si somma; il criterio delle regole sui canali è eliminatore (il programma che vieta il proprio canale principale si scarta a prescindere). I pesi più alti vanno all'EPC e alla coerenza con il pubblico, perché sono i fattori che decidono il guadagno reale; la commissione nominale pesa come il cookie, non di più. Tre programmi valutati con la griglia si ordinano in un'ora, e l'ordine raramente coincide con quello della commissione.
Dove si trovano i programmi, per settore
I network (Awin, Tradedoubler, Impact, CJ, Rakuten Advertising, e in Italia Worldfilia e altri specializzati) raccolgono centinaia di programmi con la ricerca per categoria e i dati di EPC: l'articolo dedicato del cluster spiega come iscriversi e per chi hanno senso. I programmi diretti delle aziende, che si trovano nel piè di pagina dei siti ("programma di affiliazione", "partner", "affiliati") o cercando il nome dell'azienda con "affiliazione". I marketplace con programmi propri (Amazon, e alcuni grandi negozi). Le piattaforme di prodotti digitali con programmi integrati (le piattaforme di corsi, i marketplace di template e software). I comparatori e gli aggregatori di programmi, con la cautela che molti sono a loro volta affiliati dei programmi che elencano.
Per settore, gli ordini di grandezza in Italia: l'e-commerce generalista con revenue share del 3–8% e cookie di 24 ore–30 giorni; la moda e la bellezza con il 6–12% e 30 giorni; i viaggi con il 4–8% sulle prenotazioni confermate (dopo il soggiorno) e cookie brevi; la finanza e le assicurazioni con CPA e CPL da 20 a 150 euro e regole rigide; l'energia e la telefonia con CPA da 20 a 80 euro sui contratti attivati; i software con il 20–40% ricorrente o una tantum e cookie di 60–90 giorni; la formazione online con il 20–50% sui corsi; l'hosting e i servizi web con CPA da 50 a 150 euro; i prodotti digitali con il 30–50%. Le percentuali cambiano, e vanno lette nei programmi.
I segnali che escludono
La commissione "fino a" senza tabella. Il cookie non dichiarato. L'assenza di dati di EPC o di conversione dopo la richiesta. I pagamenti in ritardo documentati dagli affiliati. Le clausole che permettono di annullare le commissioni maturate senza motivazione. La richiesta di pagare per entrare nel programma (l'affiliazione non costa nulla all'affiliato; chi chiede una quota vende altro). I prodotti che non si consiglierebbero. Le regole di trasparenza assenti o contrarie alla legge (i programmi che chiedono di non dichiarare l'affiliazione). E le "affiliazioni" in cui si guadagna reclutando altri affiliati con quote d'ingresso: non sono affiliazione, sono piramidi con un altro nome, e il cluster anti-truffa le descrive.
In sintesi
I programmi di affiliazione si valutano con dieci criteri e non con la commissione nominale, perché il guadagno è clic per conversione per valore per commissione meno gli storni e la misura vera è l'EPC: la commissione e la sua base (su cosa si calcola, quali categorie a zero, nuovi clienti o tutti), la durata del cookie e l'attribuzione confrontate con i tempi di decisione del pubblico, l'EPC e il tasso di conversione pubblicati dai network, la validazione e gli storni (tasso di conferma sopra il 70–80%), i pagamenti (soglia, cadenza, tempi, metodi, documentazione), le regole sui canali (eliminatore se vietano il proprio canale), la stabilità (i cambi di tabella, le chiusure, le clausole su modifiche e cessazione), gli strumenti e i dati (link profondi, parametri, API, report per link), la coerenza con il pubblico (l'acquisto di prova, il consiglio a un amico) e il rapporto con il gestore. La griglia pesa di più EPC e coerenza, e ordina tre programmi in un'ora.
I programmi si trovano nei network, nei programmi diretti nel piè di pagina dei siti, nei marketplace e nelle piattaforme di prodotti digitali, con gli ordini di grandezza per settore (e-commerce 3–8%, moda 6–12%, viaggi 4–8% dopo il soggiorno, finanza CPA 20–150 euro con regole rigide, software 20–40% ricorrente, formazione e digitali 20–50%); escludono i "fino a" senza tabella, il cookie non dichiarato, i ritardi, le clausole che annullano le commissioni, le quote d'ingresso e il guadagno dal reclutamento. Il portafoglio ha da tre a otto programmi, nessuno oltre il 30–40%, uno di copertura, due-tre principali per EPC, uno ricorrente, con la revisione trimestrale.