Landing page per affiliazioni: struttura, esempi e strumenti gratuiti

Una landing page è una pagina costruita per una sola cosa: portare chi arriva a compiere un'azione, che nell'affiliazione è il clic sul link (o l'iscrizione alla lista che poi porterà al link). È diversa da un articolo, che informa e ha molti link e molte uscite, e da una home, che orienta: la landing page ha un solo obiettivo, un solo percorso e nessuna distrazione. Nell'affiliazione serve in casi precisi (il traffico dai social e dai video che ha bisogno di un ponte, i confronti rapidi, le pagine di raccolta per una nicchia, le offerte a tempo) e non in altri (il traffico dalla ricerca, che vuole la recensione completa), e ha regole che i programmi impongono e che il traffico freddo non perdona. Questo articolo spiega quando serve, come si costruisce e con quali strumenti gratuiti.

Si spiegano quando una landing page serve e quando no, i cinque tipi utili all'affiliato (il ponte, il confronto rapido, la pagina di raccolta, l'offerta a tempo, la pagina di iscrizione), la struttura in otto blocchi con la funzione di ciascuno, tre esempi descritti blocco per blocco, le regole dei programmi e della legge (la trasparenza, i prezzi, i divieti sulle pagine ponte), gli strumenti gratuiti per costruirla, e gli errori; si misura con le visite per fonte, il tasso di clic sui link (obiettivo 20–40%) e le conversioni attribuite con il parametro personalizzato, testando una variabile alla volta.

Quando serve, e quando no

Serve quando il traffico arriva da un canale che non permette il contesto: il link in bio dei social (una sola destinazione per tutti i contenuti), la descrizione di un video breve, un annuncio (dove i programmi lo consentono), un codice QR, un messaggio; quando si vuole raccogliere l'iscrizione alla lista prima del link; quando l'offerta è a tempo e va spiegata in dieci secondi; quando il confronto tra due-tre prodotti deve stare in una schermata.

Non serve quando il traffico arriva dalla ricerca con un intento commerciale: chi cerca "recensione X" vuole la recensione con la prova d'uso, i difetti, la tabella, e la landing page che riassume in tre righe e spinge al clic converte peggio e non si posiziona. La recensione e il confronto sono le pagine che convertono il traffico organico; la landing page converte il traffico che arriva già convinto o che va indirizzato.

I cinque tipi

La pagina ponte (bridge page): tra il contenuto social o video e il prodotto; riprende in poche righe perché il prodotto è consigliato, mostra la prova d'uso in un'immagine o un video, dichiara l'affiliazione e porta al link (o ai link di più venditori). Serve quando il link diretto dal social non è consentito o non dà contesto. Attenzione: alcuni programmi limitano le pagine ponte prive di contenuto proprio (vedi le regole).

Il confronto rapido: due o tre prodotti in una tabella con le differenze che contano, il verdetto per profilo, i link; la versione in una schermata del confronto lungo, per chi arriva dal video o dal social sapendo già cosa cerca.

La pagina di raccolta (la "pagina dei prodotti che uso", il link in bio evoluto): l'elenco dei prodotti consigliati della nicchia organizzati per categoria, ciascuno con una riga di motivo e il link; sostituisce il link in bio generico e serve a chi arriva dai social chiedendo "cosa usi?".

L'offerta a tempo: il prodotto in sconto con il prezzo, la scadenza reale, il motivo per cui conviene, il link; per le segnalazioni dalla newsletter o dal canale, con la regola dei prezzi verificati.

La pagina di iscrizione: la ragione per iscriversi alla lista (la guida, la tabella, le offerte selezionate), il modulo con il consenso, nulla altro; il link di affiliazione arriva dopo, nella sequenza di benvenuto o nella pagina di ringraziamento.

La struttura in otto blocchi

  1. Il titolo: la promessa specifica per chi arriva ("La macchina espresso che uso ogni giorno da un anno: cosa va e cosa no", non "Benvenuto"); coerente con il contenuto da cui la persona arriva, perché la discontinuità fa chiudere la pagina.
  2. La dichiarazione: subito sotto il titolo, in evidenza, "questa pagina contiene link di affiliazione: se compri da qui ricevo una commissione, senza costi per te".
  3. La prova d'uso: un'immagine o un video proprio del prodotto in uso (mai solo la foto del produttore), con una didascalia che dice da quanto e come.
  4. Il perché in tre punti: i tre motivi concreti per cui il prodotto è consigliato per quel profilo, con un dato ciascuno.
  5. I difetti e il per chi no: due righe oneste, con l'alternativa linkata; è il blocco che la maggior parte delle landing page omette ed è quello che le rende credibili (e riduce i resi che stornano le commissioni).
  6. Il blocco del prezzo: il prezzo indicativo con la data, l'indicazione che può cambiare, e i link ai venditori (con il migliore per il lettore in evidenza e l'alternativa); per Amazon il prezzo solo se preso dalle API.
  7. Le tre domande: le tre domande che il pubblico fa prima di comprare, con risposte di due righe.
  8. Il richiamo finale: la ripetizione del link con il verdetto condizionato ("sì se..., no se...") e, sotto, il link al contenuto completo (la recensione lunga) per chi vuole approfondire, e il modulo per la lista.

Tre esempi

La pagina ponte per un video su un software. Titolo: "Lo strumento che uso per la newsletter, spiegato in un minuto". Dichiarazione. Uno screenshot del pannello con la didascalia "il mio account, 14 mesi di uso". Tre motivi: l'automazione che ha fatto risparmiare ore, il piano gratuito fino a mille iscritti, l'assistenza che risponde in giornata. Difetti: l'editor delle e-mail limitato per chi vuole layout complessi (alternativa linkata), il prezzo che sale con la lista. Prezzo: gratuito fino a mille, poi da X euro al mese, con la data. Tre domande: si può migrare da un altro strumento? Funziona con il proprio sito? C'è la versione in italiano? Richiamo: "prova il piano gratuito da qui" (link ricorrente), sotto il link al tutorial completo e il modulo per la lista.

Il confronto rapido per un link in bio. Titolo: "Macchina X o Y: quale delle due, in trenta secondi". Dichiarazione. Foto delle due affiancate, scattata da chi scrive. Tabella con cinque righe (prezzo, tempo di riscaldamento, macinacaffè integrato, ingombro, rumore misurato) e la riga "per chi". Verdetto per profilo. Difetti di entrambe. Link ai venditori per ciascuna. Il link al confronto completo.

La pagina di raccolta per un profilo di cucina. Titolo: "Tutto quello che uso in cucina, e perché". Dichiarazione. Sezioni per categoria (le pentole, i coltelli, gli elettrodomestici, i libri), ciascuna con tre-cinque prodotti, una riga di motivo per ciascuno, il link; la nota "aggiornato il...". In fondo il modulo per la lista con la ragione ("ogni mese i prodotti provati e le offerte vere").

Le regole dei programmi e della legge

La trasparenza: la dichiarazione in evidenza sopra i link, secondo le regole italiane e dei programmi (Amazon richiede la propria dicitura, e la landing page è un sito da dichiarare nell'account).

I prezzi: mai copiati a mano per Amazon (solo dalle API), sempre con la data e l'avviso che possono cambiare per gli altri; gli sconti indicati solo se reali, con il prezzo di riferimento corretto (le regole sugli annunci di riduzione di prezzo).

Le pagine ponte: molti programmi (e le piattaforme pubblicitarie, dove la pubblicità è consentita) non accettano pagine prive di contenuto proprio che servono solo a reindirizzare: la landing page deve avere contenuto originale (la prova d'uso, il perché, i difetti), non un redirect travestito; Amazon non consente il traffico da annunci a pagamento diretto ai link e vieta le pagine che nascondono la destinazione.

Il dominio e il nome: nessun nome di marchio nel dominio o nel titolo della pagina in modo da sembrare ufficiale; il proprio nome o quello del progetto.

La privacy: se la pagina ha un modulo o strumenti di analisi, l'informativa e il banner dei cookie con le regole del Garante (l'articolo dedicato del cluster).

Le affermazioni: i limiti sui prodotti (nessuna promessa terapeutica, nessun risultato garantito), e il divieto di incentivi al clic.

Gli strumenti gratuiti

Il proprio sito: la landing page come pagina del sito con un tema che permetta di nascondere il menu e la barra laterale (la maggior parte dei temi lo consente); è la soluzione migliore perché la pagina eredita il dominio, il banner dei cookie e l'informativa già in regola, e i dati di analisi.

I costruttori di pagine con piano gratuito: gli strumenti che creano pagine su un sottodominio loro con blocchi trascinabili, adatti a chi non ha un sito, con i limiti del piano gratuito (il marchio dello strumento, il dominio non proprio, poche pagine); vanno letti per la privacy (chi tratta i dati dei visitatori) e per la possibilità di inserire il banner dei cookie.

Le pagine di link in bio: gli strumenti che creano la pagina con più link per i social, con piani gratuiti; utili per la pagina di raccolta se permettono il testo (il motivo per ciascun prodotto) e la dichiarazione, inutili se sono solo bottoni.

I moduli per la lista: quelli del servizio di newsletter, incorporati nella pagina, con il doppio consenso.

Le immagini: le proprie, ottimizzate con gli strumenti gratuiti di compressione.

Gli errori

La landing page al posto della recensione per il traffico dalla ricerca. Il titolo che non corrisponde al contenuto da cui si arriva. La dichiarazione assente o in fondo. Solo le foto del produttore. Nessun difetto. I prezzi copiati a mano. Il redirect travestito da pagina. Il nome del marchio nel dominio. La pagina su un dominio altrui quando si ha un sito. Dieci link e nessun percorso. Il modulo senza consenso. E la pagina mai misurata: senza il parametro nel link non si sa se converte.

In sintesi

La landing page per l'affiliazione è una pagina con un solo obiettivo (il clic sul link o l'iscrizione alla lista), utile per il traffico dai social, dai video, dai codici e dalle segnalazioni, che ha bisogno di un ponte con contesto, e inutile per il traffico dalla ricerca, che vuole la recensione completa. I cinque tipi sono la pagina ponte, il confronto rapido, la pagina di raccolta, l'offerta a tempo e la pagina di iscrizione; la struttura ha otto blocchi (il titolo coerente con la provenienza, la dichiarazione in evidenza, la prova d'uso propria, il perché in tre punti, i difetti con l'alternativa, il prezzo con la data e i venditori, le tre domande, il richiamo con il verdetto condizionato e il link al contenuto completo), sta in una schermata e mezza e ha un tasso di clic del 20–40%.

Le regole: la trasparenza sopra i link, i prezzi da API per Amazon e con la data per gli altri, contenuto proprio e non redirect travestiti (i programmi e le piattaforme rifiutano le pagine ponte vuote, e Amazon vieta il traffico da annunci ai link), nessun marchio nel dominio, informativa e banner se ci sono moduli o analisi, i limiti sulle affermazioni. Gli strumenti gratuiti sono il proprio sito con il menu nascosto (la soluzione migliore), i costruttori con piano gratuito e le pagine di link in bio come ponte temporaneo, i moduli del servizio di newsletter e le immagini proprie compresse; si misura con le visite per fonte, il tasso di clic e le conversioni con il parametro, e si testa una variabile alla volta. Gli errori sono la landing page al posto della recensione, il titolo incoerente, la dichiarazione assente, le foto del produttore, nessun difetto, i prezzi a mano, il redirect travestito, il marchio nel dominio e la pagina mai misurata.

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