Errori dei principianti nel network marketing: i 10 più costosi
La maggioranza di chi inizia nel network marketing lascia entro il primo anno, e la ragione dichiarata è quasi sempre "non funziona" o "non fa per me". La ragione vera, nella maggior parte dei casi, è un piccolo numero di errori che si ripetono identici da decenni, che nessuno spiega all'ingresso e che costano il primo anno: mesi passati a fare la cosa sbagliata con impegno, relazioni consumate, qualche centinaio di euro e la conclusione che il modello non regge. Questo articolo elenca i dieci errori più costosi, con per ciascuno il costo (in tempo, denaro o relazioni), il segnale che permette di riconoscerlo in tempo e la correzione; poi i tre errori dello sponsor che li causano, e il modo di usare la lista come controllo mensile.
1. Iniziare senza scegliere l'azienda
L'errore. Entrare nell'azienda della persona che ha proposto, senza verificare storia, prodotto, piano, tutele, associazioni, e scoprire dopo mesi che il prodotto non riordina, il piano paga i livelli alti o i requisiti si coprono solo comprando.
Il costo. Da sei mesi a due anni di lavoro su una base sbagliata, e la fatica di ricominciare altrove con la reputazione di chi "ha già provato".
Il segnale. Non saper rispondere, al terzo mese, alla domanda "perché questa azienda e non un'altra?" con ragioni diverse da "me l'ha proposta un amico".
La correzione. I dodici criteri, prima di firmare; e se si è già dentro, la verifica onesta con la griglia: chi trova eliminatori falliti cambia ora, non tra un anno.
2. Presentare l'opportunità prima del prodotto
L'errore. Parlare a tutti dell'attività, del piano, dei guadagni, prima che qualcuno abbia visto un prodotto: si viene percepiti come chi cerca di reclutare, si ricevono no che sono no alla persona e non al prodotto, e chi entra così non ha nulla da vendere.
Il costo. La reputazione nella propria cerchia (che è il capitale iniziale) e una rete di persone che non venderanno mai.
Il segnale. Nella lista dei nomi, più persone a cui si è presentata l'attività che clienti.
La correzione. Il prodotto prima, sempre; l'attività a chi chiede.
3. Le ore che non esistono
L'errore. Fare l'attività "quando c'è tempo", senza blocchi fissi: due ore una settimana, zero la successiva, quattro quella dopo. Il lavoro non si accumula, i clienti non si costruiscono, e dopo tre mesi il risultato è quello dell'occasionale con la delusione del part time.
Il costo. Il primo anno intero, perché si scopre a dodici mesi ciò che le ore avrebbero mostrato a tre.
Il segnale. Il foglio delle ore che non esiste, o che mostra meno di otto ore in metà delle settimane.
La correzione. Otto-dodici ore fisse in calendario, protette, con almeno la metà in contatto diretto con persone; e la misura settimanale.
4. Comprare il volume
L'errore. Acquistare prodotti per sé a fine mese per raggiungere una qualifica, mantenere un rango o "aiutare" lo sponsor con il volume: la legge vieta di imporlo, i codici etici invitano a non farlo, e il conto è in perdita (centinaia di euro di prodotti per decine di bonus, ogni mese).
Il costo. Denaro vero, il garage pieno, e la trasformazione dell'incaricato in cliente di sé stesso.
Il segnale. Gli ordini personali che superano le vendite ai clienti per due mesi di seguito.
La correzione. Le qualifiche si raggiungono con i clienti o non si raggiungono; e se il piano richiede acquisti per qualificarsi, il problema è il piano.
5. Misurare il reddito nei primi mesi
L'errore. Valutare l'attività al secondo o terzo mese sul reddito, che per costruzione è quasi nullo, e concludere che non funziona quando il metodo sta appena cominciando a produrre clienti.
Il costo. L'abbandono nel momento sbagliato, con il lavoro dei primi mesi perso proprio quando stava per rendere.
Il segnale. La domanda "quanto ho guadagnato questo mese" fatta prima della domanda "quante presentazioni ho fatto".
La correzione. Gli indicatori di attività per i primi sei mesi, il reddito dal sesto al dodicesimo, il conto dell'anno a dodici.
6. Insistere dopo il no
L'errore. Riproporre a chi ha detto no, "aggiornare" chi non ha risposto, invitare all'evento chi ha rifiutato la presentazione, tornare sull'argomento a ogni incontro.
Il costo. Le relazioni, una per una, e la reputazione nella cerchia che rende inutile la lista dei nomi; è l'errore che ha costruito la fama del settore.
Il segnale. Le persone che smettono di rispondere ai messaggi, gli inviti declinati, la frase "basta con questa storia".
La correzione. Il no accettato una volta, con la porta aperta dall'altra parte; la lista aggiornata con "nulla per ora".
7. Le promesse
L'errore. Dire cifre ("puoi guadagnare X al mese"), tempi ("in un anno ti licenzi"), passività ("lavori una volta e guadagni per sempre") a chi valuta, per convincere: promesse false per la maggioranza, vietate dai codici etici e, se pubbliche, dalla legge sulle pratiche scorrette.
Il costo. Le persone che entrano con le aspettative sbagliate e lasciano al terzo mese sentendosi truffate, la reputazione, e il rischio legale.
Il segnale. Le persone introdotte che al secondo mese chiedono "ma quando arrivano i soldi che mi avevi detto?".
La correzione. I numeri veri del cluster, sempre, anche quando fanno perdere una firma: la firma persa così era già perduta.
8. Trascurare i clienti per cercare la rete
L'errore. Dedicare tutto il tempo a presentare l'attività e a formare persone, lasciando i clienti senza seguito: i riordini si fermano, i referral non arrivano, e la rete non ha un esempio di vendita da duplicare.
Il costo. La base ricorrente che non si costruisce, e una rete che replica la stessa mancanza (chi non vende insegna a non vendere).
Il segnale. Il numero di clienti che non cresce da due mesi mentre il numero di persone "in valutazione" sì.
La correzione. Almeno la metà delle ore sui clienti (nuovi e seguito) in ogni fase, e la regola che si presenta l'attività a chi è già cliente o ha chiesto.
9. Comprare formazione e strumenti
L'errore. Spendere in corsi della linea, eventi "indispensabili", software "consigliati", mentorship a pagamento, prima di aver venduto abbastanza da giustificarli, spinti dall'idea che il successo dipenda da uno strumento in più.
Il costo. Centinaia o migliaia di euro nel primo anno, che sommate al reddito basso trasformano l'attività in una perdita; e la conferma, per chi la cercava, che "ci si rimette".
Il segnale. Le spese del primo anno che superano le provvigioni.
La correzione. La formazione dell'azienda, gratuita; gli eventi facoltativi scelti con il conto; nessuno strumento a pagamento prima del sesto mese; e la regola che chi vende formazione a chi sta sotto ha un interesse che non coincide con il suo.
10. Restare soli o restare con lo sponsor sbagliato
L'errore. Non chiamare lo sponsor, non chiedere l'affiancamento, non partecipare alle riunioni di squadra, per orgoglio o per timidezza; oppure restare con uno sponsor che è sparito dopo la firma senza salire alla linea superiore.
Il costo. Il metodo che non si corregge, gli errori sopra che nessuno segnala, e la solitudine dei no.
Il segnale. Nessuna chiamata con lo sponsor da tre settimane.
La correzione. La chiamata settimanale come indicatore; e se lo sponsor non c'è, la linea superiore, che ha lo stesso interesse alla formazione di chi sta sotto.
I dieci errori in una tabella
| Errore | Costo principale | Segnale | Correzione |
|---|---|---|---|
| Azienda non scelta | Anni su una base sbagliata | Non saper dire perché questa | I dodici criteri, anche a posteriori |
| Opportunità prima del prodotto | Reputazione, rete che non vende | Più presentati dell'attività che clienti | Prodotto prima, attività a chi chiede |
| Ore che non esistono | Il primo anno | Meno di otto ore in metà delle settimane | Blocchi fissi e misura |
| Comprare il volume | Denaro, garage pieno | Ordini personali oltre le vendite | Qualifiche con i clienti o niente |
| Misurare il reddito presto | Abbandono al momento sbagliato | "Quanto ho guadagnato" prima di "quante presentazioni" | Indicatori sei mesi, reddito dopo |
| Insistere dopo il no | Relazioni e reputazione | Messaggi senza risposta | No accettato una volta |
| Promesse | Persone che lasciano, rischio legale | "Quando arrivano i soldi che dicevi?" | I numeri veri |
| Trascurare i clienti | Nessuna base ricorrente | Clienti fermi, "in valutazione" in crescita | Metà delle ore sui clienti |
| Comprare formazione | Perdita nel primo anno | Spese oltre le provvigioni | Formazione gratuita, conto degli eventi |
| Restare soli | Metodo che non si corregge | Tre settimane senza sponsor | Chiamata settimanale, linea superiore |
I tre errori dello sponsor che li causano
Molti errori dei principianti sono errori insegnati. Lo sponsor che spinge il reclutamento ("porta tre persone entro il mese") produce il secondo e l'ottavo errore; lo sponsor che promette produce il settimo e il quinto (chi ha promesso deve poi giustificare il reddito che non arriva); lo sponsor che vende formazione ed eventi alla propria rete produce il nono. Il principiante che riconosce questi tre comportamenti nel proprio sponsor ha un'informazione sulla rete in cui è entrato, e la scelta di salire di linea o di cambiare.
Come usare la lista
Una volta al mese, i dieci segnali in dieci minuti: quanti sono presenti? Uno o due sono normali nei primi mesi e si correggono; tre o più dicono che il primo anno sta prendendo la strada dell'abbandono, e che la correzione va fatta ora con lo sponsor o con la linea. La lista non serve a sentirsi in colpa: serve a distinguere il "non funziona" (che è raro, e riguarda il prodotto o l'azienda) dal "sto facendo la cosa sbagliata" (che è frequente, e si corregge).
In sintesi
I dieci errori più costosi di chi inizia nel network marketing spiegano la maggior parte degli abbandoni del primo anno: iniziare senza scegliere l'azienda (anni su una base sbagliata), presentare l'opportunità prima del prodotto (reputazione e una rete che non vende), le ore che non esistono (il primo anno perso), comprare il volume per qualificarsi (denaro in perdita, vietato imporlo), misurare il reddito nei primi mesi (abbandono al momento sbagliato), insistere dopo il no (le relazioni, la fama del settore), le promesse (persone che lasciano al terzo mese e rischio legale), trascurare i clienti per la rete (nessuna base ricorrente), comprare formazione e strumenti (spese oltre le provvigioni), restare soli o con lo sponsor sbagliato (il metodo che non si corregge). Ciascuno ha un segnale (non saper dire perché questa azienda, più presentati che clienti, meno di otto ore, ordini personali oltre le vendite, "quanto ho guadagnato" prima di "quante presentazioni", messaggi senza risposta, "quando arrivano i soldi che dicevi", clienti fermi, spese oltre le provvigioni, tre settimane senza sponsor) e una correzione.
Tre errori dello sponsor li causano: spingere il reclutamento, promettere, vendere formazione alla rete; riconoscerli è un'informazione sulla rete in cui si è entrati. La lista si usa una volta al mese in dieci minuti: uno o due segnali si correggono, tre o più richiedono la correzione ora, e distinguono il raro "non funziona" dal frequente "sto facendo la cosa sbagliata".