Migliori aziende di network marketing in Italia: come valutarle (storia, prodotti, piano compensi, associazioni)
Chi cerca "migliori aziende di network marketing in Italia" trova classifiche, e le classifiche hanno tre problemi: sono scritte quasi sempre da chi guadagna se il lettore si iscrive a una delle aziende elencate (e lo dichiara raramente), ordinano le aziende per fatturato o per notorietà (che dicono quanto vende l'azienda, non quanto conviene a chi inizia), e non conoscono chi legge. La "migliore" azienda non esiste in assoluto: esiste quella migliore per una persona con un certo tempo, una certa rete, un certo prodotto che userebbe e un certo obiettivo. Questo articolo non dà una classifica: dà il metodo per costruire la propria, con le fonti da cui partire, i quattro assi su cui valutare e la scheda da compilare per ogni azienda candidata.
Si spiega perché le classifiche non servono, da dove si parte per costruire l'elenco delle candidate (le fonti ufficiali e neutrali), i quattro assi di valutazione (la storia, i prodotti, il piano compensi, le associazioni e la conformità) con gli indicatori di ciascuno, la scheda per azienda da compilare, come si restringe da dieci candidate a due, la scelta finale sul prodotto e sulle persone, e i segnali che escludono un'azienda dall'elenco.
Perché le classifiche non servono
Il conflitto di interessi. La maggior parte dei contenuti "migliori aziende di network marketing" è scritta da incaricati o da siti che portano al link di iscrizione dell'azienda in cima alla lista: la classifica è una presentazione travestita. Chi la legge deve chiedersi chi la ha scritta e cosa ci guadagna, che è la stessa regola delle recensioni.
I criteri sbagliati. Il fatturato mondiale, il numero di paesi, la notorietà del marchio misurano la dimensione dell'azienda, non la sua convenienza per chi inizia in Italia: un'azienda enorme con un mercato italiano saturo e un piano che paga i livelli alti può convenire meno di una media con clienti che riordinano e un piano che paga la vendita personale.
L'assenza del lettore. La classifica non sa se chi legge ha dieci o trenta ore, se userebbe integratori o preferisce vendere energia, se ha una rete di madri o di professionisti, se vuole reddito subito o una base che cresce. La scelta dipende da queste cose, e nessuna lista le contiene.
La classifica utile è quella che ciascuno costruisce per sé, con i criteri di questo cluster applicati alle aziende che operano in Italia.
Da dove si parte: le fonti
L'elenco delle candidate si costruisce da fonti che non guadagnano sull'iscrizione.
Gli elenchi delle associazioni di categoria. I siti di Avedisco e Univendita pubblicano le aziende associate, con il settore e i prodotti: è l'elenco di partenza più affidabile, perché ogni azienda ha superato un esame di conformità, e copre la maggior parte del settore italiano per fatturato. Le associazioni europee e mondiale pubblicano le associazioni nazionali e le aziende membri, utili per le estere che operano in Italia.
Il registro delle imprese, per verificare l'esistenza, la sede e la storia di ogni candidata, e i dati di fatturato dai bilanci depositati.
Le recensioni dei clienti sui prodotti (non sull'opportunità), sui portali indipendenti e nei gruppi di consumatori: dicono se il prodotto vende per il suo valore.
Le dichiarazioni sui guadagni che le aziende pubblicano o forniscono su richiesta: il documento più utile per confrontare.
Le fonti di settore (i dati delle associazioni, le audizioni parlamentari, gli studi) per il contesto: quali famiglie di prodotto crescono, quali regole cambiano.
Ciò che non si usa come fonte: le classifiche con link di iscrizione, i video degli incaricati sulla "loro" azienda, i gruppi gestiti dalle reti.
I quattro assi di valutazione
1. La storia
Gli indicatori. Gli anni di attività (in Italia e nel mondo), la stabilità del fatturato negli ultimi cinque anni (crescita regolare, non picchi e crolli), la sede o la rappresentanza in Italia, i bilanci depositati, la proprietà e la guida (fondatori, gruppi, cambi di controllo), gli eventuali procedimenti dell'AGCM o delle autorità di altri paesi (che si trovano con una ricerca del nome e "AGCM", "sanzione", "procedimento") e come l'azienda vi ha risposto, i cambiamenti del piano compensi negli anni e come sono stati gestiti.
Cosa dice. La storia lunga con fatturato stabile dice che il modello dell'azienda regge il tempo e che le reti costruite non spariscono; i procedimenti dicono come l'azienda si comporta quando sbaglia.
2. I prodotti
Gli indicatori. La famiglia (consumabili, durevoli, servizi ricorrenti, digitale) e la sua coerenza con ciò che si vuole costruire; il valore del prodotto per un cliente che non è incaricato (la qualità percepita nelle recensioni, il prezzo confrontato con prodotti simili sul mercato, la quota di clienti finali che l'azienda dichiara); il tasso di riordino o la permanenza dei clienti; l'ampiezza della gamma (troppo stretta limita le vendite, troppo larga disperde); la conformità regolatoria (notifiche, etichettature, autorizzazioni di settore); e il test personale: lo userei e lo ricomprerei al prezzo di listino?
Cosa dice. È l'asse che decide se il lavoro sarà vendere o convincere, e quello con il peso maggiore.
3. Il piano compensi
Gli indicatori. La percentuale sulle vendite personali (più alta è, più il piano premia chi vende); i livelli pagati e le loro percentuali; i requisiti di attività e quanti clienti servono per coprirli con vendite vere; le qualifiche con i requisiti e i tempi medi dichiarati; i bonus e le loro condizioni; l'assenza di compensi sugli ingressi e di pacchetti che cambiano le percentuali; la leggibilità (un'ora con un foglio di calcolo); la stabilità del piano negli anni.
Cosa dice. Il piano dice come l'azienda vuole che gli incaricati si comportino: un piano che paga bene la vendita personale e i primi livelli produce reti di venditori; uno che paga soprattutto in profondità e con i pool produce reti di reclutatori.
4. Le associazioni e la conformità
Gli indicatori. L'adesione ad Avedisco o Univendita (o all'associazione del paese d'origine) verificata negli elenchi; il codice etico pubblicato e l'organismo per i reclami; il rispetto della legge 173/2005 nell'incarico (scritto, con le provvigioni, il recesso, il rimborso, il tesserino); la comunicazione ufficiale sui guadagni (realistica, con i dati disponibili); la cura dei clienti (servizio, recesso, garanzie); la formazione gratuita sulla conformità (cosa si può dire e cosa no).
Cosa dice. La conformità dice come l'azienda tratta chi vende e chi compra, e riduce il rischio che l'attività finisca in una contestazione.
La scheda per azienda
Per ogni candidata, una scheda con le quattro sezioni e un punteggio da 1 a 5 per asse, più i sei criteri eliminatori della griglia a dodici criteri (che ogni candidata deve superare per restare nell'elenco).
| Asse | Indicatori raccolti | Fonte | Punteggio 1–5 |
|---|---|---|---|
| Storia | Anni, fatturato ultimi 5 anni, sede in Italia, bilanci, proprietà, procedimenti, cambi del piano | Registro delle imprese, ricerca, bilanci | |
| Prodotti | Famiglia, recensioni dei clienti, prezzi vs mercato, quota clienti finali, riordino, gamma, conformità, test personale | Portali indipendenti, azienda, uso personale | |
| Piano compensi | % personale, livelli, requisiti e clienti per coprirli, qualifiche e tempi, bonus, nessun compenso su ingressi, leggibilità, stabilità | Il documento del piano, la dichiarazione sui guadagni | |
| Associazioni e conformità | Adesione verificata, codice etico, incarico conforme, comunicazione sui guadagni, cura clienti, formazione | Elenchi associazioni, bozza incarico, ordine di prova | |
| Eliminatori (6) | Storia verificabile, prodotto con valore proprio, piano scritto, nessun obbligo di acquisto, rimborso scritto, ingresso proporzionato | Come sopra | sì/no |
La scheda si compila in due o tre ore per azienda, e produce un punteggio da 4 a 20 per le aziende che superano gli eliminatori. Non è una scienza: è un modo di guardare tutte le aziende con gli stessi occhi.
Da dieci a due
L'elenco di partenza (le associate delle due associazioni nella famiglia di prodotto scelta, più le eventuali estere serie) conta in genere tra dieci e venti aziende. Si restringe in tre passaggi. La famiglia: si tengono solo le aziende della famiglia coerente con ciò che si vuole costruire (consumabili per la base che cresce, servizi per il reddito da subito, durevoli per la vendita di persona), che porta a cinque-otto. Gli eliminatori: la verifica dei sei criteri eliminatori esclude di norma una o due candidate (il piano non consegnato, il kit sproporzionato), e porta a quattro-sei. Il punteggio: le schede complete ordinano le rimanenti, e si tengono le prime due.
La scelta finale: il prodotto e le persone
Tra le due finaliste, la scelta non si fa sul punteggio ma su due cose che il punteggio non cattura per intero. Il prodotto usato: si comprano i prodotti di entrambe come clienti, si usano per un mese, e si sceglie quella di cui si parlerebbe volentieri a un amico senza guadagnarci nulla. Le persone: lo sponsor disponibile in ciascuna (le domande dell'articolo dedicato, due incaricati non scelti da lui), perché la stessa azienda con uno sponsor diverso è un'esperienza diversa, e a parità di azienda si sceglie lo sponsor che vende ai clienti, forma e dice cosa è difficile. Se la finalista con il punteggio più alto ha lo sponsor peggiore, si cerca in quell'azienda un altro sponsor: la scelta dell'azienda e quella dello sponsor sono due scelte, e la seconda è modificabile.
I segnali che escludono dall'elenco
A prescindere dal punteggio: i pacchetti d'ingresso a livelli che cambiano le percentuali; i compensi sugli ingressi; i requisiti coperti solo con acquisti; la formazione obbligatoria a pagamento; il piano non consegnato prima della firma; l'adesione a un'associazione dichiarata e non verificabile; i procedimenti per pratiche piramidali; la promessa di rendimenti su "investimenti" (che non è network marketing ma una truffa del trading); la vendita di prodotti finanziari o assicurativi senza le abilitazioni riservate. Un'azienda con uno di questi segnali esce dall'elenco, e non serve compilare il resto della scheda.
In sintesi
Le classifiche delle "migliori aziende di network marketing" non servono perché sono scritte da chi guadagna sull'iscrizione, ordinano per dimensione e non per convenienza, e non conoscono chi legge: la classifica utile si costruisce da soli partendo dalle fonti neutrali (gli elenchi delle associazioni di categoria, il registro delle imprese, le recensioni dei clienti sui prodotti, le dichiarazioni sui guadagni, i dati di settore) e valutando ogni candidata su quattro assi: la storia (anni, fatturato stabile, sede, bilanci, procedimenti, cambi del piano), i prodotti (famiglia coerente, valore per i clienti finali, prezzi di mercato, riordino, conformità, il test personale, che è l'asse con più peso), il piano compensi (percentuale personale, livelli, requisiti coperti da clienti, qualifiche e tempi, nessun compenso sugli ingressi, leggibilità) e le associazioni e la conformità (adesione verificata, codice etico, incarico conforme, comunicazione sui guadagni, cura dei clienti).
La scheda per azienda (quattro punteggi da 1 a 5 più i sei eliminatori) si compila in due-tre ore; da dieci-venti candidate si arriva a due con la famiglia di prodotto, gli eliminatori e il punteggio; la scelta finale si fa sul prodotto usato per un mese e sulle persone, scegliendo lo sponsor separatamente dall'azienda. Escono dall'elenco a prescindere le aziende con pacchetti a livelli, compensi sugli ingressi, acquisti obbligati, formazione obbligatoria a pagamento, piano non consegnato, adesioni false, procedimenti per piramidi, promesse di rendimento o prodotti riservati venduti senza abilitazione. La migliore azienda è quella che il metodo indica per chi lo applica, non quella in cima a una lista scritta da altri.