Quanto si guadagna nel network marketing: come si compongono le provvigioni e cosa aspettarsi nei primi 12 mesi
"Quanto si guadagna?" è la domanda che decide se una persona inizia, e quella a cui il settore ha risposto peggio per anni: con gli esempi dei livelli più alti da una parte e con il silenzio sui numeri medi dall'altra. La risposta onesta ha una struttura precisa: le provvigioni si compongono di quattro voci che dipendono da cose diverse, il primo anno ha una forma tipica che va conosciuta per non abbandonare al terzo mese, i costi esistono e vanno sottratti, e la distribuzione dei guadagni tra gli incaricati è asimmetrica come in ogni attività di vendita indipendente. Chi conosce questi quattro elementi prima di iniziare non si delude e non si illude: fa un conto.
Questo articolo spiega come si compongono le provvigioni (le vendite personali, la rete, i bonus di qualifica, le fonti accessorie), i tre profili tipici di incaricato con i numeri (occasionale, part time con metodo, attività principale), il primo anno mese per mese per chi lavora dieci ore a settimana, i costi da sottrarre, la distribuzione reale dei guadagni e cosa dicono i dati che le aziende pubblicano, le tasse sulle provvigioni e i segnali di una promessa falsa.
Le quattro voci delle provvigioni
Le vendite personali. La percentuale del valore di ciò che l'incaricato vende ai propri clienti (tra il 15% e il 35% per i prodotti; attivazione più quota mensile per i servizi ricorrenti). Dipende da una cosa sola: quanto si vende. Un incaricato che vende 500 euro al mese con il 25% guadagna 125 euro; uno che ne vende 2.000 guadagna 500. È la voce che paga dal primo mese, che l'incaricato controlla per intero, e che nei consumabili e nei servizi cresce per accumulo (i clienti che riordinano, i contratti attivi) invece che ricominciare da zero.
La rete. La percentuale, decrescente per livello, del volume di vendite realizzato dalle persone introdotte e formate e dalle loro reti, fino ai livelli previsti dal piano. Dipende da quante persone attive ci sono nella rete e da quanto vendono: una rete di venti incaricati attivi che vendono in media 400 euro al mese genera 8.000 euro di volume, e con una provvigione media del 5% sui livelli sono 400 euro al mese per chi l'ha costruita. Costruire una rete così richiede da uno a tre anni di lavoro costante, e mantenerla richiede formazione e presenza, perché una parte degli incaricati lascia ogni anno e va sostituita.
I bonus di qualifica. Gli importi una tantum o mensili al raggiungimento e al mantenimento dei livelli di carriera, definiti dai volumi personali e di gruppo e dalla struttura della rete: nei primi anni sono piccoli (decine o poche centinaia di euro), nei livelli alti diventano la voce principale insieme ai pool sul fatturato aziendale.
Le fonti accessorie. I bonus di avvio nei primi mesi, i premi in natura (viaggi, prodotti, riconoscimenti) che hanno un valore ma non sono reddito disponibile, e in alcune aziende la differenza tra prezzo riservato e prezzo al pubblico sui prodotti rivenduti.
La somma delle quattro voci è il lordo; le tasse (la ritenuta a titolo d'imposta) e i costi vengono dopo.
Tre profili con i numeri
Gli ordini di grandezza del settore, con un piano tipico (25% personale, 5% medio sulla rete), prodotti consumabili, al terzo anno di attività.
| Profilo | Ore a settimana | Clienti personali | Vendite personali mensili | Rete attiva | Volume di rete mensile | Provvigioni mensili lorde |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Occasionale | 2–4 | 5–10 | 200–400 € | 0–2 persone | 0–500 € | 50–125 € |
| Part time con metodo | 8–12 | 20–40 | 800–1.600 € | 5–15 persone | 2.000–6.000 € | 300–700 € |
| Attività principale | 30–40 | 40–80 | 1.600–3.000 € | 30–100 persone | 12.000–40.000 € | 1.000–3.000 € e oltre con i bonus |
L'occasionale è la maggioranza degli incaricati: si è iscritto per i prodotti a prezzo riservato o per un'integrazione piccola, dedica poche ore, vende a una cerchia ristretta e guadagna in proporzione.
Il part time con metodo è il profilo di chi tratta il network marketing come un'attività seria in dieci ore a settimana: costruisce una clientela stabile che riordina, introduce e forma poche persone che vendono, raggiunge le prime qualifiche. Al terzo anno guadagna un'integrazione di reddito significativa; nel primo anno molto meno (vedi sotto).
L'attività principale è la minoranza che ha costruito per anni una rete che vende, la mantiene con formazione continua e presenza, e ha raggiunto le qualifiche in cui i bonus e i pool contano: redditi pieni, con le cifre più alte che il settore mostra nelle presentazioni e che riguardano una frazione piccola degli incaricati.
Il primo anno, mese per mese
Il profilo del part time con metodo (dieci ore a settimana, prodotti consumabili, piano al 25% personale e 5% di rete), con i numeri prudenti che l'esperienza del settore indica.
| Mesi | Cosa succede | Clienti | Vendite personali | Rete | Provvigioni mensili lorde |
|---|---|---|---|---|---|
| 1–2 | Formazione sul prodotto, prime presentazioni alla cerchia più vicina, primi ordini | 3–6 | 150–300 € | 0 | 40–75 € |
| 3–4 | Il metodo si consolida, i primi riordini, prime persone interessate all'attività | 8–12 | 350–500 € | 1–2 persone che iniziano | 90–150 € |
| 5–6 | La clientela si allarga con il passaparola, la prima persona introdotta vende | 12–18 | 500–750 € | 2–3 attive, 600–900 € di volume | 160–230 € |
| 7–9 | I riordini diventano la base, la rete cresce con lentezza, prima qualifica per alcuni | 18–25 | 750–1.000 € | 3–5 attive, 1.000–2.000 € | 240–350 € più eventuale bonus |
| 10–12 | La clientela è stabile, la rete comincia a duplicare | 22–30 | 900–1.200 € | 5–8 attive, 2.000–3.500 € | 325–475 € |
Il totale del primo anno per questo profilo: tra 2.000 e 3.500 euro lordi, con un andamento crescente in cui i primi tre mesi producono quasi nulla e gli ultimi tre producono più della metà. È la ragione per cui chi valuta l'attività al terzo mese sul reddito abbandona: al terzo mese si valuta il metodo (le presentazioni fatte, i clienti acquisiti, i riordini), non il reddito, che arriva dopo. Il primo anno è di costruzione: la clientela stabile e le prime persone formate sono il capitale che dal secondo anno produce.
Dal secondo anno, con la clientela che riordina e la rete che duplica, il profilo arriva a 400–700 euro al mese; dal terzo, con le qualifiche, oltre. Chi lavora venti ore invece di dieci accelera; chi lavora tre ore resta nell'occasionale.
I costi da sottrarre
Il network marketing non richiede capitale, ma ha costi che vanno nel conto. Il kit iniziale: da poche decine a qualche centinaio di euro, rimborsabile in caso di recesso nei termini. I prodotti per uso personale: una scelta e non un obbligo, ma chi vende ciò che usa li compra, e con il prezzo riservato sono la voce che molti incaricati contano come "costo" e che in realtà sostituisce acquisti che farebbero comunque. Gli eventi e la formazione: facoltativi per legge e per i codici etici, con i costi di viaggio e di partecipazione (da zero a qualche centinaio di euro l'anno secondo le scelte). Gli strumenti: i campioni, i materiali, gli spostamenti, il telefono, eventuali strumenti digitali (decine di euro al mese). Il tempo, che è il costo vero: dieci ore a settimana sono cinquecento ore l'anno, e il primo anno del part time con metodo le retribuisce a 4–7 euro lordi l'ora, con il senso dell'investimento che paga negli anni successivi.
La distribuzione reale e i dati delle aziende
In ogni attività di vendita indipendente la distribuzione dei guadagni è asimmetrica: la maggioranza guadagna poco perché lavora poco o non è adatta, una minoranza guadagna bene, pochissimi guadagnano molto. Il network marketing non fa eccezione, e i dati lo confermano: la grande maggioranza degli incaricati italiani opera in modo occasionale, con guadagni annui di poche centinaia o poche migliaia di euro; una quota minore ha redditi da part time; una quota piccola ha redditi pieni.
Le aziende serie, sempre più spesso, pubblicano dichiarazioni sui guadagni dei propri incaricati: la percentuale che ha ricevuto provvigioni nell'anno, i guadagni medi e mediani per fascia di qualifica, la quota che raggiunge ogni livello. Vanno lette con tre attenzioni: la mediana conta più della media (la media è alzata dai pochi in alto); i dati riguardano spesso solo gli attivi (chi ha ricevuto almeno una provvigione), escludendo chi si è iscritto e non ha fatto nulla; e le fasce alte hanno percentuali di incaricati molto piccole, che i dati dichiarano e le presentazioni no. L'articolo dedicato del cluster spiega come leggerli. Un'azienda che non fornisce dati sui guadagni medi, quando richiesta, ha una risposta che vale quanto i dati.
Le tasse sulle provvigioni
Le provvigioni degli incaricati subiscono una ritenuta a titolo d'imposta del 23% sul 78% del loro importo (circa il 17,9% del lordo), trattenuta dall'azienda: 300 euro lordi al mese diventano circa 246 netti, e non si dichiarano perché già tassati alla fonte. Fino a 5.000 euro di reddito annuo (circa 6.410 euro di provvigioni lorde) non servono partita IVA né INPS; oltre, la partita IVA e i contributi alla gestione commercianti sull'eccedenza, con il regime fiscale che resta lo stesso. Il netto è quindi vicino al lordo: è uno dei vantaggi fiscali del modello per chi resta sotto la soglia.
I segnali di una promessa falsa
"Puoi guadagnare X al mese" senza dire quante ore, quanti clienti e quanti anni. Gli esempi dei livelli più alti presentati come tipici. Il reddito "passivo" in pochi mesi. La rendita senza il lavoro di mantenimento. I guadagni descritti sulla rete e non sui clienti. Il rifiuto di fornire i dati sui guadagni medi. E il silenzio sul primo anno, che è quello che decide chi resta. I codici etici delle associazioni vietano le rappresentazioni di guadagno non veritiere: l'incaricato che le fa viola il codice della propria azienda, e l'aspirante che le ascolta ha già un'informazione sulla rete in cui entrerebbe.
In sintesi
Nel network marketing le provvigioni si compongono di quattro voci: le vendite personali (15–35% sui prodotti, che pagano dal primo mese e crescono per accumulo con i riordini), la rete (percentuali decrescenti sui livelli, che pesano quando le persone formate vendono: venti attivi a 400 euro con il 5% fanno 400 euro al mese, dopo uno-tre anni di costruzione), i bonus di qualifica (piccoli all'inizio, principali in alto) e le fonti accessorie. I tre profili al terzo anno: l'occasionale (2–4 ore, 50–125 euro al mese, la maggioranza), il part time con metodo (8–12 ore, 300–700 euro), l'attività principale (30–40 ore, 1.000–3.000 e oltre, la minoranza). Il primo anno del part time con metodo produce 2.000–3.500 euro lordi con i primi tre mesi quasi a zero e gli ultimi tre oltre la metà: al terzo mese si valuta il metodo, non il reddito, e il capitale costruito (clientela stabile, prime persone formate) produce dal secondo anno 400–700 euro al mese.
I costi sono il kit rimborsabile, i prodotti che si usano, gli eventi facoltativi, gli strumenti e soprattutto il tempo (500 ore l'anno, retribuite il primo anno a 4–7 euro lordi l'ora e di più dopo); la distribuzione è asimmetrica come in ogni vendita indipendente, e i dati che le aziende serie pubblicano si leggono sulla mediana, sugli attivi e sulle percentuali delle fasce alte. La ritenuta del 23% sul 78% (circa il 17,9%) chiude i conti con il fisco senza dichiarazione fino a 5.000 euro di reddito. E chi promette cifre senza ore, clienti e anni sta violando il codice etico della propria azienda.